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Dalla Silicon Valley la Renault a guida autonoma che evita gli ostacoli

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Dalla Silicon Valley la Renault a guida autonoma che evita gli ostacoli

La Renault a guida autonoma arriva dalla Silicon Valley, in California. Nel recente piano “Drive the Future” presentato dal numero uno Carlos Ghosn, al costruttore francese è stato assegnato il compito di portare sul mercato 15 dei 40 modelli a guida almeno parzialmente autonoma previsti per il 2022 per l’Alleanza.

L’auto evita gli ostacoli come i piloti professionisti

Nell’ambito di questo ambizioso progetto, Renault ha ufficializzato di aver messo a punto “un sistema di guida autonoma capace di gestire situazioni inedite”. In una nota il costruttore spiega che “per la prima volta viene realizzata una manovra di evitamento ostacoli con una percentuale di successo identica a quella dei piloti professionisti”. La tecnologia è stata sviluppata presso il Renault Open Innovation Lab, la cui sede si trova nella Silicon Valley.

Tecnologia “mind off” per la produzione di massa

Dal punto di vista tecnico, il costruttore francese è rimasto piuttosto abbottonato sull’applicazione di questa funzione. Ha fatto tuttavia sapere che il sistema è ispirato piloti professionisti e viene confrontato con essi. Ha aggiunto che questa tecnologia completa le conoscenze di Renault “in tema di sistemi di assistenza alla guida (ADAS) e di sicurezza dei veicoli”. Inoltre rappresenta “una tappa importante nell’utilizzo della guida autonoma per perfezionare la sicurezza dei veicoli”. L’obiettivo del gruppo è quello di diventare uno dei primi costruttori a proporre una tecnologia “Mind off” sui propri veicoli di grande serie e di creare una flotta di veicoli autonomi senza conducente.

La Silicon Valley e l’APE spingono il piano Drive the Future

Oltre che dalla Silicon Valley, una ulteriore spinta al piano Drive the Future è arrivata nei giorni scorsi dallo stato francese. L’APE, l’agenzia che gestisce le partecipazioni, ha ufficializzato la cessione del contestato 4,73% di quote che aveva fatto infuriare Ghosn. La componente pubblica, che detiene il 15,01%, resta il principale azionista di Renault, ma gli equilibri societari tornano “normali”. La stessa Renault aveva reso noto di aver acquistato 1,4 milioni di azioni con l’obiettivo di formulare una proposta a dipendenti ed ex dipendenti per “permettere loro di partecipare alle performance del gruppo”.

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