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Anticipazione di Sky News, Honda intende chiudere la fabbrica di Swindon

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Anticipazione di Sky News, Honda intende chiudere la fabbrica di Swindon

Non c’è ancora niente di ufficiale, ma secondo Sky News la notizia verrebbe data domani: Honda intende chiudere lo stabilimento di Swindon, nel Regno Unito. Un portavoce del governo britannico ha dichiarato di non voler commentare le indiscrezioni e Honda non si è ancora espressa.

Honda occupa 3.500 persone nel sito britannico

A Swindon Honda occupa 3.500 addetti il cui futuro rischia di essere molto incerto. Secondo l’emittente il costruttore nipponico chiuderebbe la fabbrica a nel 2022. Non è chiaro se la decisione sia da collegare alla Brexit ed al possibile “no-deal”. Quasi certamente, tuttavia, potrebbe aver inciso il nuovo accordo commerciale tra Unione Europea (della quale il Regno Unito non farà più parte) e Giappone. L’intesa entrata in vigore all’inizio del mese prevede che i dazi vengano progressivamente eliminati. Significa che per le case del Sol Levante potrebbe diventare conveniente anche produrle in patria.

Ford ha messo in guardia il governo May

La Nissan ha già “scarificato” la X-Trail, il suv per il quale era stata prevista la produzione anche Sunderland, nel Regno Unito. Nei giorni scorsi anche Ford aveva lanciato un segnale chiaro a Theresa May. Un portavoce dell’Ovale Blu, per il quale lo UK costituisce il primo mercato del Vecchio Continente, aveva fatto sapere al primo ministro che la società stava valutando nuovi possibili siti fuori dal paese. “Non si tratta più di un’eventualità”, era una delle citazioni testuali del messaggio. Ford sta compiendo passi concreti. Nel Regno Unito l’Ovale Blu impiega circa 13.000 persone.

Nel 2018 gli investimenti sono crollati del 48,5% nel Regno Unito

Considerando i posti già tagliati da Jaguar Land Rover, le chiusure temporanee (ma anticipate) di Mini e Rolls-Royce ed i minori investimenti di diverse società, la Brexit ha già cominciato a sortire i primi effetti. Molto negativi e ben diversi da quelli sbandierati dai sostenitori della validità dell’uscita dall’UE. Gli investimenti sono precipitati a 589 milioni di sterline, il 48,5% in meno rispetto al 2017. E la produzione ha subito una contrazione del 9,1%. L’opzione avrà ripercussioni anche sul continente: nella sola Germania è stato stimato che i posti di lavoro “a rischio” sarebbero 100.000. La filiera dell’auto verrebbe colpita in modo importante.

 

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