Home»News»Smart working, Groupe PSA anticipa I tempi: in 80.000 al lavoro da casa

Smart working, Groupe PSA anticipa I tempi: in 80.000 al lavoro da casa

0
Condivisi
Pinterest Google+

L’industria dell’auto cambia e la conversione non riguarda solo l’alimentazione, sempre più elettrica, ma anche il lavoro, sempre più “domestico”: Groupe PSA ha annunciato l’intenzione di estendere il cosiddetto smart working. La pandemia ha impresso un’accelerazione al processo di modernizzazione e dell’armonizzazione degli orari.

Un freno agli spostamenti di massa ed un risparmio in termini di emissioni

Per Xavier Chereau, direttore del dipartimento Risorse Umano di Groupe PSA, con lo smart working gli addetti eviteranno spostamenti di massa. Non solo: disporranno anche di una maggiore libertà nella scelta del posto dove vivere. Una vera e propria rivoluzione che riguarderà i cosiddetti colletti bianchi. Se anche altre società adotteranno questa strategia anche dopo la fine delle restrizioni sugli spostamenti, si tratterebbe di un formidabile contributo anche alla possibile riduzione dell’inquinamento. Senza contare che le aziende potrebbero risparmiare in termini di costi di infrastrutture riducendo anche l’impronta di carbonio.

Con lo smart working, in ufficio solo fino ad un giorno e mezzo la settimana

Ma anche di riscaldamento o energia elettrica. Nel 2019 i dipendenti di Groupe PSA che hanno lavorato da remoto regolarmente o occasionalmente sono stati circa 18.000. Già in forte crescita rispetto ai 2.500 del 2016. A partire dall’estate potranno essere anche 80.000 dei 200.000 occupati a livello globale. Il gruppo transalpino prossimo alla fusione con FCA è pronto per la “conversione” allo smart working per le attività non collegate alla produzione. Gli “spazi collaborativi” verranno ridisegnati (ci sono già costruttori presso i quali i lavoratori non hanno più postazioni fisse) ed ai dipendenti verrà chiesto di trascorrere in un ufficio da uno ad un giorno e mezzo la settimana.

Articoli precedente

MG Cyberstar, i bozzetti di una possibile roadster elettrica anglo-cinese

Articolo successivo

Storie Alfa Romeo: focus sulla 6C 2500