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Sospeso quinto manager Volkswagen. Fiducia dei tedeschi nel marchio

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Mentre le indagini interne e della magistratura proseguono, sarebbe salito a cinque il numero dei top manager di Volkswagen messi precauzionalmente “in ferie”. Dopo i quattro ingegneri – Ulrich Hackenberg, Wolfgang Hatz, Heinz-Jacob Neusser e Falko Rudolph – la sospensione avrebbe raggiunto Frank Tuch, il più alto dirigente con la responsabilità del controllo della qualità del marchio. Secondo la Bild am Sonntag a suo carico sarebbe stata trovata corrispondenza che lo coinvolge nello scandalo emissioni relativo ai motori a gasolio EA 189. Tuch è approdato in Volkswagen solo nel 2008, a quanto pare su volontà dello stesso ex CEO Martin Winterkorn, che lo aveva prelevato da Lotus. In precedenza aveva lavorato anche in Porsche.

Volkswagen ha intanto impartito ai concessionari europei l’ordine di non vendere più le auto con installato il software incriminato. La notizia è stata confermata da uno dei portavoce del marchio e riguarda anche i veicoli che si trovano già negli showroom o prossimi alla consegna perché ordinati dagli automobilisti. Non è ancora chiaro l’atteggiamento che verrà tenuto con i clienti e cioè se otterranno un’auto diversa e o se dovranno attendere che venga messa a norma quella richiesta.

Nel corso di una visita allo stabilimento di Wolfsburg dove viene prodotta la best seller Golf, Matthias Mueller ha spiegato di non avere nemmeno il tempo di occuparsi del lavoro a termine. Nei giorni scorsi era circolata la notizia che la conferma di 6.000 addetti fosse a rischio. Il numero uno del gruppo ha incontrato informalmente i dipendenti assieme al governatore della Bassa Sassonia, Stephan Weil, che è anche membro del Consiglio di Sorveglianza, ed a Bernd Osterloh, responsabile dei Consigli di Fabbrica. Nella sola Germania verranno richiamati 2,4 milioni di auto cominciare dal prossimo gennaio. Secondo Mueller, “Volkswagen è una perla dell’industria tedesca”.

Una considerazione in parte confermata dai dati di una indagine dell’agenzia Prophet che ha interpellato un campione statistico di 1.000 tedeschi dopo l’esplosione dello scandalo emissioni. Il 65% è del parere che Volkswagen produca “auto eccezionali” ed il 74% continua ad immaginarsi di acquistarne una se prezzo e modello sono di proprio gradimento. Oltre i due terzi del campione ritengono che entro un anno il caso sarà dimenticato, anche se forse non tengono in considerazione la risonanza che le cause miliardarie avranno nei tribunali.

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