Home»News»Spagna e Stati Uniti non tradiscono Volkswagen, che aumenta i volumi

Spagna e Stati Uniti non tradiscono Volkswagen, che aumenta i volumi

0
Condivisi
Pinterest Google+

Nonostante lo scandalo sulle emissioni manipolate, in ottobre Volkswagen ha retto l’impatto sui grandi mercati europei e perfino negli Stati Uniti. In Italia ha ceduto il 6,5% ed in Germania ha perso lo 0,7%. In Francia è “scivolata” del 3% nel mese ma resta positiva da inizio anno (+5,4%, praticamente in linea con il mercato che ha guadagnato il 5,7%) ed ha potuto bilanciare con le crescite significative di Seat (+11%) e Skoda (+28%), mentre in Spagna ha fatto addirittura registrare un progressione dell’1,3% (mercato a +5,2%). Anche dagli Stati Uniti, dove è nato il “caso” che sta mettendo in gravi difficoltà non solo il marchio, ma l’intero gruppo, sono arrivate notizie confortanti: VW ha contabilizzato una crescita dello 0,2%, anche se probabilmente grazie al giorno lavorativo in più. In ogni caso, non pare esserci stata la temuta “diaspora”. Di sicuro non da Audi, che Oltreoceano ha chiuso ottobre con un aumento dei volumi del 16,8%. Adesso si tratta di capire come reagiranno i clienti alle nuove accuse dell’EPA, che coinvolgono per la prima volta anche Porsche, ed alle ammissione di Volkswagen di aver fornito dati falsi su consumi ed emissioni di CO2 anche per un motore a benzina (oltre che a gasolio).

Ottobre è stato un mese positivo per FCA, in Francia e Spagna. Oltralpe il gruppo è cresciuto del 5,3% in ottobre (+0,6% il mercato) e avanza del 12,8% da gennaio in poi. Fiat guadagna nel mese il 7,4% ed il 16% nel 2015, almeno finora, mentre Jeep raddoppia le vendite in ottobre (da 297 a 664 esemplari) e quasi le quintuplica su base annua (da 1.511 a 7.052 unità). In Spagna, dove il mercato si avvia a superare il milione (864.000 immatricolazioni) in dieci mesi (+20,5%), Jeep lievita del 136 e del 272%, mentre Fiat cresce del 13,4 e del 26%, oltre la media.

Articoli precedente

Takata e gli airbag difettosi, multa di 200 milioni negli Stati Uniti

Articolo successivo

Calvario Volkswagen, richiamo per 92.000 auto negli USA: problemi ai freni