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Toyota supera Volkswagen. Strategia Mueller: “Crescita qualitativa”

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Matthias Mueller, il nuovo CEO di Volkswagen Group, presenta la prima trimestrale in rosso da quasi vent’anni a questa parte, malgrado una tenuta del fatturato: la perdita è di 1,673 miliardi di euro a fronte di un utile di quasi 3 miliardi relativo allo stesso periodo del 2014. Si tratta di uno dei primi effetti dello scandalo sulle emissioni manipolate, perché sui conti ha inciso il primo accantonamento da da 6,7 miliardi di euro per far fronte ai costi del diselgate. Gli analisti prevedono che con il quarto trimestre gli accantonamenti salgano ulteriormente “appesantendo” il bilancio nonostante un fatturato stimato in aumento del 4%.

Mueller ha annunciato i cinque passi fondamentali per il riallineamento del Gruppo, anche se la strategia, per la quale è stato ingaggiato uno specifico manager, Thomas Sedran verranno resi pubblici solo nel 2016. Secondo Mueller “il Gruppo Volkswagen emergerà dalla situazione attuale più forte di prima”. I punti cardine sono lo sviluppo di soluzioni tecniche efficaci per l’implementazione dei modelli coinvolti nello scandalo, il completamento delle indagini sull’accaduto (“Dobbiamo scoprire la verità e imparare da quanto è successo”) con severe conseguenze per i colpevoli, il varo di una gestione decentralizzata del gruppo con la revisione della gamma di 300 modelli e l’analisi del contributo di ciascuno di essi, il “riallineamento della cultura aziendale e dell’atteggiamento manageriale” e la trasformazione della Strategia 2018 del Gruppo in una Strategia 2025.

L’obiettivo, secondo Mueller, deve essere la “crescita qualitativa” più numerica. Anche perché, dopo il sorpasso del primo semestre, quando per la prima volta nella storia dell’auto Volkswagen Group in particolare (e un costruttore europeo in generale) aveva assunto il primato di vendite a livello globale con 5,4 milioni di unità vendute contro le 5,02 di Toyota, c’è stato un nuovo avvicendamento. Dopo 9 mesi, il colosso nipponico è tornato al primo posto con 7,49 milioni di veicoli consegnati, contro i 7,43 del costruttore tedesco: entrambi hanno contabilizzato un calo dell’1,5%. General Motors è arrivata a quota 7,2 milioni.

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