Home»News»Due posti un meno, un cassone in più, Suzuki Jimmy pick-up in salsa kiwi

Due posti un meno, un cassone in più, Suzuki Jimmy pick-up in salsa kiwi

6
Condivisi
Pinterest Google+

Il Suzuki Jimny pick-up arriva dalla Nuova Zelanda. Il modello è un’idea dell’importatore locale, che ha deciso di trasformare il compattissimo suv a trazione integrale. Una conversione da 6.500 euro circa, l’equivalente di 12.000 dollari del paese. Malgrado l’alto gradimento per il piccolo fuoristrada, i nuovi limiti europei sulle emissioni rischiano di bloccargli diversi sbocchi.

Conversione inclusa, in Nuova Zelanda il suv costa 20.000 euro

Ma non è il caso della Nuova Zelanda. Il suv Suzuki Jimny pick-up viene offerto a poco più di 20.000 euro. Nonostante la conversione un listino decisamente inferiore rispetto al prezzo europeo del modello: in Italia l’allestimento unico a listino costa 23.900 euro. Anche dall’altra parte del mondo il modello monta il quattro cilindri benzina da 1.5 litri da 102 CV. Con il suo cassone, la Suzuki Jimny pick-up dispone di una capacità di carico di quasi 1.300 chilogrammi (2.800 libbre). Una portata interessante, anche perché è accompagnata dalla trazione integrale e dalle ridotte che ne fanno un veicolo estremamente versatile.

La Suzuki Jimmy pick-up esisteva già di serie, quando era SJ

In questo allestimento “kiwi”, la piccola Suzuki perde due posti. Una soluzione inevitabile per consentire l’installazione del cassone. Spartano, e quindi con la radio e senza sistema multimediale e con un “superato” ma sempre efficace climatizzatore manuale, il modello si conferma interessante anche in questa declinazione. Non è dato sapere quante pecore possano venire eventualmente traspormate: gli ovini sono quasi l’unità di misura della Nuova Zelanda visto che ce sono più di sei per abitante. La versione pick-up non è una opzione inedita: il predecessore SJ era addirittura ordinabile così.

Articoli precedente

Hyundai Tucson, a listino la nuova versione XLine con fari Full LED

Articolo successivo

Mercati petroliferi ai minimi dal 2003. Settima sforbiciata di Eni in 20 giorni