Home»News»Redditività secondo E&Y, Suzuki supera Bmw nel secondo trimestre 2018

Redditività secondo E&Y, Suzuki supera Bmw nel secondo trimestre 2018

0
Condivisi
Pinterest Google+

Redditività secondo E&Y, Suzuki supera Bmw nel secondo trimestre 2018

Fra i 16 maggiori costruttori al mondo, Suzuki ha scavalcato Bmw nella classifica sulla redditività. Lo sostiene uno studio della Ernst & Young sulla base dell’analisi dei bilanci del secondo trimestre del 2018. Il costruttore giapponese, ottavo al mondo come volumi lo scorso anno, ha raggiunto un margine dell’11,8%.

Bmw prima nel 2017 e nel primo semestre di quest’anno

Nel 2017 Bmw si era confermata al primo posto con un margine del 10,8%. Suzuki era comunque seconda a quota 9,8%. Evidentemente le scelte di Suzuki degli ultimi anni, inclusa quella di interrompere la cooperazione con il gruppo Volkswagen con conseguente pagamento di una penale, non ne ha intaccato la sua redditività. Anzi. E nemmeno le irregolarità ammesse sul calcolo delle emissioni ne hanno compromesso l’immagine. Ma per questo ci sarà da attendere la valutazione di fine anno. Del resto nell’ultimo anno fiscale, che in Giappone va da aprile a marzo, Suzuki aveva fatturato 28,9 miliardi di euro (+18,5%) con un utile operativo di 29,9 miliardi (+40%).

Suzuki investirà il 4,3% del fatturato in Ricerca e Sviluppo

Nell’esercizio in corso il costruttore ha anche annunciato investimenti in Ricerca & Sviluppo per 1,2 miliardi, pari al 4,3% dei ricavi. Nel secondo trimestre di quest’anno Bmw è arrivata all’11.4% di margine distanziando i rivali tedeschi. Daimler, che era terza nel primo trimestre, è scivolata in sesta posizione (6,5% contro l’8,9% del 2017) giusto davanti a Volkswagen (6,5%, in crescita rispetto al 6% dello scorso esercizio). Conteggiando entrambi i trimestri, Bmw resta sempre in testa. A Toyota spetta invece il primato degli utili.

Articoli precedente

Brexit, Bmw sospenderà produzione Mini, JLR dimezza giorni lavorativi

Articolo successivo

Toyota Yaris Y20, il nuovo allestimento ibrido per i (primi) 20 anni europei