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INDAGINI/ Differenziale prezzo benzina e diesel è colpa tasse

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Roma – Anche in settembre l’analisi condotta da Assopetroli-Assoenergia con la collaborazione di Figisc Anisa Confcommercio conferma che gli italiani pagano mediamente oltre un quarto di euro in più di più benzina e gasolio. E, soprattutto, che il 94,7% per la verde ed il 99,6% per il diesel del differenziale è dovuto esclusivamente a tasse ed accise. Rispetto alla rilevazione di agosto l’aumento è significativo perché per la benzina il dato era al 90,94% e per il gasolio al 98,37%. Se poi passasse anche la clausola di salvaguardia i rincari alla pompa diventeranno ancora più sensibili.

 

Il monitoraggio sul cosiddetto “SIA – Stacco Italia Accise” (Accise e Iva) tra Italia e resto d’Europa (28 paesi) viene compiuto per promuovere “la più ampia diffusione al fine di generare, nelle Istituzioni pubbliche e nei consumatori, una maggiore consapevolezza dell’anomalia italiana rappresentata da un carico fiscale eccessivo sui carburanti”. In settembre le imposte hanno raggiunto il 60,7% del prezzo al consumo (benzina verde). Lo scorso mese, gli automobilisti italiani hanno pagato in media la benzina 26,2 cent/litro (di cui 1,4 dovuto al maggior prezzo industriale) e il gasolio 24,2 € cent/litro (0,1) in più che nel resto d’Europa.

 

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