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Il Portogallo vuole la prima gigafactory europea di Tesla

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La prima fabbrica europea di batterie di Tesla potrebbe valere, indotto incluso, fino a 17.000 posti di lavoro: e il Portogallo vuole la gigafactory americana. “Il governo segue l’operazione ed ha già avviato contatti”, ha confermato il ministro dell’economia lusitano Manuel Caldeira Cabral. Quanto possa essere grande lo stabilimento ancora non si sa, anche perché Tesla è alle prese con l’investimento di 5 miliardi di dollari per completare l’avveniristica gigafactory in Nevada che dal 2018 dovrebbe produrre 500.000 batterie l’anno. Ma il Portogallo non sarebbe l’unico stato interessato ad attirare Tesla: anche Francia, Spagna e Paesi Bassi nutrono legittime speranze. Ed è scontato che, se la notizia venisse confermata, Elon Musk farà scattare una sorta di asta per ottenere le condizioni migliori, non solo fiscali.

Ne sa qualcosa Volkswagen, che all’epoca della realizzazione del primo insediamento in Portogallo, 25 anni fa, aveva ottenuto finanziamenti comunitari, ma anche le strutture a costo zero. Formule analoghe valgono per altri costruttori in diversi paesi. Il paese, dicono i bene informati, potrebbe essere avvantaggiato rispetto ad altri perché il livello dei fornitori è sostanzialmente uniformato a quello degli altri paesi del Vecchio Continente, ma i salari no: quelli sono più bassi. Non solo: il Portogallo è il sesto produttore al mondo di litio, tra le materie prime più importanti per le moderne batterie. A quanto pare, Musk deciderà per Tesla l’anno prossimo.

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