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Batterie, Tesla (con Panasonic) vince la sfida nell’efficienza produttiva

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Batterie, Tesla (con Panasonic) vince la sfida nell’efficienza produttiva

Nella produzione delle batterie, Tesla è più efficiente dei rivali. Che sono per lo più asiatici e arrivano da Giappone, Cina e Corea del Sud. A rivelarlo è una ricerca del colosso bancario elvetico UBS. Secondo la società svizzera i costi di fabbricazione di tesla arrivano a 111 dollari per kWh.

37 dollari di differenza rispetto alla rivale più competitiva

Si tratta di 37 dollari in meno rispetto al concorrente più competitivo, cioè la coreana LG Chem. A quanto pare il sito americano realizzato in collaborazione con la Panasonic (primo al mondo nei primi sei mesi dell’anno con 5,9 gWh di capacità) in Nevada, la famosa Gigafactory, è particolarmente razionale. In media è del 20% più efficiente a confronto di rivali come Samsung SDI o CATL. Il costo degli accumulatori è decisivi per il prezzo finale di un veicolo elettrico perché può incidere fino al 40%. Il vantaggio competitivo è quindi evidente e spiega (almeno in parte) la particolare dialettica di Elon Musk.

Monopolio asiatico nel campo delle batterie

Gli stessi analisti della UBS hanno stimato una flessione della spesa per le batterie nell’ordine del 10% nei prossimi due o tre anni. L’Asia agisce quasi in regime di monopolio in questo settore. Nel 2025 le sole CATL, Samsung SDI, LG Chem e Panasonic (assieme a Tesla) dovrebbero controllare il 70% del mercato. Si capisce perché il ministro federale Peter Altmaier abbia varato un piano di incentivi in Germania per un totale di un miliardo di euro. L’obiettivo non è solo quello di creare nuova occupazione, ma di rendere più “indipendente” l’industria nazionale.

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