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Impennata della percentuale di richiamo nel 2020, la Top 10 dei costruttori

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Nel primo semestre del 2020 la quota di richiamo delle auto da parte dei costruttori è tornata sopra i livelli di guardia. Lo certifica il Center of Automotive Management di Bergisch Gladbach che ha preso in considerazione i dati del mercato di riferimento, quello degli Stati Uniti. Tra gennaio e giugno la percentuale è stata del 266%, vale dire che per ogni 100 auto vendute, ne sono dovute tornare in officina 266. La media dal 2014 in poi, anno in cui era stato toccato il picco del 379%, è del 243%.

richiamo

Tra il 2014 ed il 209 sono dovuti tornare nelle officine 250 milioni di veicoli

Il livello raggiunto nel primo semestre è superiore a quello del 2019, che si era attestato al 219%. Lo scorso anno erano stati richiamati negli USA 37,5 milioni di veicoli, inclusi gli LCV, ovvero i pick-up. Dall’inizio dell’anno sono stati 17,45 milioni. Tra il 2014 ed il 2019, solo negli Stati Uniti  sono dovuti tornare nelle officine 250 milioni di veicoli con costi estremamente importanti per i costruttori. Lo scorso anno, Ford (7,01 milioni), General Motors (6,35) e FCA (4,9), le case nazionali, sono quelli che hanno dovuto richiamare il maggior numero di modelli.

Quota di richiamo oltre il 550% per Toyota nel primo semestre

Iin termini percentuali, le quote di richiamo più alte sono state di  Subaru (473%), Volkswagen (400%), Mercedes (400%). Il 35% delle campagne del 2019 ha riguardato i sistemi di sicurezza per gli occupanti: e questa volta la responsabilità non può venire addossata esclusivamente agli airbag di Takata. La percentuale è salita al 40% nel semestre inaugurale del 2020. Nei primi sei mesi del 2020 risultano particolarmente penalizzati i marchi giapponesi: la quota di richiamo di Toyota ha raggiunto il 555%, quella di Nissan il 488%, mentre Honda si è attestata al 467%.

Le azioni di Jaguar Land Rover hanno riguardato appena l’8% delle auto

FCA, al contrario, che nel 2019 era al 222%, nel semestre si è fermata al 150%. General Motors è scesa addirittura al 19% e Tesla al 17%. Fra i costruttori presi in esame, il miglior bilancio è quello di Jaguar Land Rover con una quota di richiami dell’8%. Stefan Bratzel, il coordinatore del CAM, lancia l’allarme: “Il prodotto matura presso i clienti”. I dati sulla percentuale dei richiami evidenziano infatti la pressione cui i costruttori sono sottoposti. Che in realtà si auto impongono con sviluppi particolarmente veloci: “E i richiami relativi ai sistemi di sicurezza sono solo la punta dell’iceberg“, osserva Bratzel.

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