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Emorragia di telespettatori, con un tweet Evans lascia “Top Gear”

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Addio a Top Gear in 140 caratteri. “Stepping down from Top Gear. Gave it my best shot but sometimes that’s not enough. The team are beyond brilliant, I wish them all the best” (mi dimetto da Top Gear. Ho dato il massimo, ma qualche volta non basta. La squadra è brillante. Le auguro il meglio), ha cinguettato su twitter Chris Evans, il successore di Jeremy Clarkson alla conduzione della popolare rubrica di motori della BBC. Che l’impresa di subentrare al terzetto (Richard Hammond e James May gli altri due compagni di viaggio della trasmissione cult) fosse “difficile” era chiaro, ma che i problemi fossero tali da indurre Evans a lasciare nel giro di pochi mesi non lo era altrettanto. Top Gear ha perso clamorosamente popolarità (penalizzando anche le versioni realizzate su licenza della BBC in altri paesi, fra i quali l’Italia): l’ultima puntata è stata seguita da 1,9 milioni di telespettatori.

Un’audiecene bassissima, addirittura dimezzata rispetto a quella già scarsa della prima puntata, che aveva tenuto davanti allo schermo 4,3 milioni di curiosi. L’ultima trasmissione del “vecchio” terzetto era arrivata a 5,3. La decisione non sorprende i fans della rubrica, che già da tempo avevano lanciato l’hastag #flopgear. Ancora non è chiaro cosa succederà adesso, anche perché ad affiancare Evans erano stati chiamati Matt LeBlanc (che secondo i media britannici avrebbe perfino sollecitato il passo indietro del collega), Eddie Jordan, Sabine Schmitz, Chris Harris e Rory Reid. Almeno per il momento, la BBC avrebbe deciso di non sostituire Evans. Clarkson Hammond e May hanno nel frattempo ottenuto un ingaggio milionario da Amazon Prime per una rubrica “concorrente” che andrà in onda in rete già entro la fine dell’anno. Si chiamerà “Grand Tour”.

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