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Industria non fa rima con democrazia: Toyota C-HR in Turchia

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Industria e democrazia non sono necessariamente sinonimi: così come altri costruttori, da Fiat a Hyundai, da Mercedes-Benz a Renault, anche Toyota conferma che la repressione del governo Erdogan contro insegnanti, giornalisti, giudici e parlamentari è una questione che non riguarda la produzione di auto. La casa giapponese ha annunciato l’avvio della fabbricazione dell’innovativo Toyota C-HR presso lo stabilimento di Sakarya, in Turchia, a meno di 200 km da Istanbul, da parte di Toyota Motor Manufacturing Turkey. Si tratta dell’ottavo modello che viene prodotto nel Vecchio Continente, grazie al quale il 75% delle auto commercializzate in Europa verrà fabbricato localmente. Toyota C-HR è anche il terzo modello ibrido prodotto in Europa dopo Yaris e Auris, la prima fabbricata in Francia, la seconda nel Regno Unito.

Il nuovo crossover è destinato a venire esportato negli Stati Uniti ed in Canada. Praticamente l’intera componentistica di Toyota C-HR è europea: l’unità ibrida arriva dal Regno Unito, la trasmissione dalla Polonia e 134 dei 135 fornitori hanno stabilimenti nel Vecchio Continente, 71 dei quali nella stessa Turchia. “Toyota C-HR rappresenta un prodotto fondamentale per noi, non solo per TMMT. Il segmento dei crossover sta crescendo rapidamente e questa vettura rappresenta la nostra risposta alla richiesta del mercato”, ha dichiarato Johan Van Zyl, numero uno del costruttore nipponico in Europa. Il crossover è il primo modello ibrido fabbricato da Toyota in Turchia ed è anche la prima vettura costruita al di fuori del Giappone sulla nuova architettura globale TNGA. Con C-HR, la capacità produttiva del sito di Sakarya, dove vengono già costruite Corolla e Verso, salirà a 280.000 unità l’anno, contro le attuali 150.000. Gli addetti, che saliranno a 7.000 (incluse le 2.000 persone che verranno assunte), lavoreranno su tre turni.

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