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La crisi dei saloni tradizionali: anche Toyota diserta l’IAA di Francoforte

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La crisi dei saloni tradizionali: anche Toyota diserta l’IAA di Francoforte

Adesso è ufficiale: nemmeno Toyota prenderà parte all’IAA di Francoforte, aperto al pubblico tra il 12 ed il 22 settembre prossimi. Per gli organizzatori dei saloni, non solo di quello tedesco, la diaspora dei costruttori è ormai una vera… emergenza. Nel caso dell’IAA di Francoforte la defezione del colosso nipponico si somma ad altre assenze importanti.

La VDA, l’associazione dei costruttori tedeschi, deve rilanciare l’evento

Per il momento sono almeno già 11 le case che hanno deciso di non comparire fra gli espositori. Tra queste ci sono Volvo, che era stata la prima ad adottare una strategia diversa per i motor show,) Renault e Dacia ed altri brand del gruppo: Alpine, Nissan e Mitsubishi. Sicure sono anche le assenze di Rolls-Royce (controllata da Bmw), Aston Martin, Chevrolet e Cadillac. La stessa VDA, la potente organizzazione che rappresenta i costruttori della Germania e che organizza l’evento, aveva deciso di non prendere parte ufficialmente al Salone di Detroit di quest’anno. Il sodalizio si era riservato di decidere se tornarci nel 2020 con la nuova formula e la nuova collocazione nel calendario, cioè in giugno.

Le tempistiche dell’IAA di Francoforte non coincidono con quelle di Toyota

Toyota ha motivato la propria decisione per via della tempistiche, che non coincide con il lancio dei propri prodotti. In teoria la stessa ragione per la quale molte case avevano disertato anche il motor show di Parigi dell’anno scorso. Per i costruttori, la rete è diventata il vero motor show: sempre aperto e decisamente meno costoso. Per mantenere un rapporto con i clienti, o potenziali tali, le case stanno puntando su eventi diversi. Che, come nel caso del Salone di Bruxelles di gennaio, assicurano la possibilità di fare affari. E pare che durante la rassegna belga vengano concluse operazioni anche numericamente importanti. Il ritorno dell’investimento, insomma, sarebbe immediato.

Scelte alternative per valorizzare la presenza e raggiungere i clienti

La partecipazione ai saloni “tradizionali” è diventata estremamente costosa, anche perché i brand si vogliono distinguere. Che è poi una delle ragioni per cui preferiscono essere presenti a rassegne anche merceologicamente diverse per attirare maggiormente l’attenzione. La Subaru lo ha fatto l’altro giorno a Verona con Cosmo Bike e, ad esempio, Ford lo aveva fatto lo scorso autunno a Lucca Comics. La Bild Zeitung aveva indagato anche sulle ragioni del ridimensionamento della presenza dei costruttori. Bmw, ad esempio, avrebbe ridotto la spesa da 25 a 6 milioni di euro e l’ingombro dello stand da 11.000 a 3.000 metri quadrati. Vale a dire meno dei 3.200 mq che occupava Opel nel 2017.

 

 

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