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Uber si “beve” il covid e compra Drizly, l’Amazon dei liquori, per 1,1 miliardi

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Elon Musk e Tesla si erano dati all’alcol, prima con un pesce d’aprile (nel 2018) e poi con un’offerta vera e propria (nel 2020), ma Uber è andata oltre. Dopo aver acquisito Free Now dalla joint-venture tra Bmw e Daimler ed esseri congedata dalle costose operazioni su guida autonoma e taxi volanti, la società americana ha investito 1,1 miliardi di dollari (920 milioni di euro) in Drizly. L’operazione è stata parzialmente completata con la cessione di azioni.

Drizly è cresciuta del 350% durante la pandemia

Drizly è una sorta di “Amazon ad alta gradazione” fondata nel 2012 a Boston e attiva in diversi aree degli Stati Uniti. Nel 2016 ha esteso le proprie attività anche in alcune città del Canada. La piattaforma è specializzata nelle commercio elettronico di bevande alcoliche. Nel corso della pandemia l’azienda aveva portato i conti in attivo grazie ad una crescita del 350%. Un segno evidente di come la gente abbia parzialmente fatto fronte all’isolamento sociale anche sull’altra sponda dell’Atlantico.

Gli ordini verranno trasferiti sulla app Uber East

Le attività di Drizly (un nome nato dalla fusione di “to drink”, bere, e grizzly, una sottospecie dell’orso bruno che raggiunge anche i 360 kg di peso) sono dislocate in 1.400 città statunitensi. Con la costosa acquisizione, gli ordini verranno trasferiti sulla app Uber East. L’operazione rivela piuttosto chiaramente come Uber intenda crescere in futuro. Non a caso Amazon aveva già investito nella società rivale per la consegna di alimenti, la Deliveroo.

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