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Cade l’ultimo tabù automobilistico: donne al volante in Arabia Saudita

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Un decreto reale ha cancellato l’ultimo tabù automobilistico al mondo: dall’estate del 2018 le donne al volante non violeranno più la legge in Arabia Saudita. Il ricco paese era l’ultimo rimasto al pianeta nel quale alle donne era ancora vietata la conduzione di un veicolo. Le attiviste dei diritti femminili in Arabia Saudita hanno applaudito il provvedimento. Uno specifico comitato si occuperà di disciplinare l’applicazione della disposizione del re Salman.

Formazione specifica per istruttori e Polizia

Fra gli altri provvedimenti, il paese rigorosamente islamico deve provvedere alla formazione di istruttori di guida per il gentil sesso e degli stessi agenti di polizia. Con la caduta del divieto auspicata da decenni, fra l’altro con motivazioni anche rivoltanti. Tra le altre posizioni contrarie, c’era anche quella di un religioso che spiegava come il cervello delle donne sarebbe troppo piccolo per guidare un’auto. E che subirebbe un’ulteriore ridimensionamento, fino ad un quarto rispetto a quello degli uomini, durante lo shopping.

Donne al volante 50 anni dopo il voto in Svizzera

Un altro ha attribuito alla guida femminile un disturbo alle ovaie, ragione per la quale le donne in Europa e negli Stati Uniti avrebbero meno figli. L’abolizione del divieto di guida segue altre due aperture da parte delle autorità dell’Arabia Saudita. Una è l’autorizzazione all’accesso alle donne allo stadio e l’altra la partecipazione delle ragazze alle lezioni di educazioni fisica nelle scuole pubbliche. L’Arabia Saudita si “apre”. Un po’ come aveva fatto la Svizzera nel 1971, cioè l’anno in cui aveva concesso il diritto di voto alle donne. Dal gennaio 2014, invece, Cuba aveva riaperto il mercato dell’auto.

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