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Motore EA 189 premiato nel 2008. Amnistia VW a chi collabora

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Secondo indiscrezioni, i dipendenti Volkswagen finora coinvolti nello scandalo emissioni legato al motore EA 189 sarebbero tra dieci e venti. Ma sulla base delle informazioni raccolte dalla Sueddeutsche Zeitung e dalle emittenti pubbliche WDR e NDR, i vertici del gruppo starebbero pensando ad una sorta di amnistia interna. La formula non è chiara, anche perché sono sempre in corso indagini della magistratura, ma Volkswagen sarebbe disposta ad esentare chi “confessa” di aver avuto a che fare con la vicenda del software che manipola i dati da eventuali richieste di risarcimento. Non solo: il personale non perderebbe il posto. Un’offerta che appare estremamente generosa e che lascia intendere che i dipendenti a conoscenza della “operazione” potrebbero essere assai più di quelli previsti inizialmente. La convinzione del top management è che senza una contropartita vantaggiosa è difficile trovare collaboratori disposti a spiegare l’accaduto senza automaticamente collocarsi sul banco degli imputati.

Il motore della discordia, EA 189 in sigla, aveva addirittura ricevuto un premio ambientale interno al gruppo nel 2008. Gli erano stato riconosciute le particolari misure grazie alle quali era riuscito, prima unità a gasolio, a rispettare i severi parametri statunitensi sulle emissioni. Il propulsore non aveva ottenuto il primo posto, ma il terzo. Nella motivazione si leggeva tra l’altro che per il motore erano stati sviluppatialgoritmi di controllo innovativi” il cui risultato aveva condotto di fatto a quella che era stata giudicata una “nuova architettura sia per l’hardware sia per il software della centralina”.

Oltre al rosso di bilancio del terzo trimestre causato dai primi accantonamenti (6,7 miliardi) per far fronte ai costi dello scandalo emissioni a causa della manipolazione dei dati dell’untà EA 189, Volkswagen deve fare i conti anche con un maggior costo del denaro. Nell’ultimo collocamento, Volkswagen Financial Services (VWFS) ha dovuto fare i conti con un aumento del tasso di interesse: 0,62% oltre al riferimento dell’Euribor, ovvero 0,42 punti base in più rispetto all’analoga operazione di fine aprile.

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