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Elettro-offensiva di Volkswagen Group: 22 mln di veicoli e 70 nuovi modelli

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Elettro-offensiva di Volkswagen Group: 22 mln di veicoli e 70 nuovi modelli

Decarbonizzazione, elettrificazione e “cinesizzazione”: il Ceo Herbert Diess ha definito il futuro del gruppo Volkswagen presentando il primo bilancio da numero uno. Un esercizio, quello del 2018, archiviato con 10,83 milioni di veicoli consegnati, nuovo massimo storico (+0,9%). E con ricavi prossimi ai 236 miliardi di euro (+2,7%) ed un Ebit quasi invariato rispetto al 2017, 5,9% anziché 6%.

 

Il gruppo immagina il 40% dei volumi elettrici entro il 2030

Ma il presente interessa solo in parte al top manager austriaco chiamato a sostituire Matthias Muller nell’aprile di un anno fa. Entro il 2050 il gruppo intende raggiungere la neutralità nel bilancio delle CO2. I pilastri del programma che persegue gli obiettivi sul clima di Parigi dei quali se ne infischiano intere nazioni sono: evitare, ridurre e compensare le emissioni. A Bruxelles ed a Zwickau Audi e Volkswagen già fabbricano auto con un bilancio di CO2 neutro. L’elettrificazione include una graduale conversione del parco circolante del gruppo: la quota di immatricolazioni a batteria del 40% dovrebbe venire raggiunta nel 2030.

Tre piattaforme elettriche per le auto del gruppo Volkswagen

Diess è certo che il gruppo eviterà le sanzioni europee per chi non rispetta i limiti. Non a caso ha anticipato che entro il 2028 debutteranno 70 nuovi modelli elettrici e non più 50. Sulle tre architetture a batterie del gruppo verranno prodotti 22 milioni di veicoli, contro i 15 annunciati finora relativi alla sola MEB. Adesso sono stati inclusi anche quelli realizzati sulla sulle derivazione cinese della MEB e quelli della PPE, la piattaforma premium. Fino al 2023 continueranno gli investimenti: 30 miliardi in totale. Il Celeste Impero è strategico per Volkswagen: “Il nostro futuro si decide qui”, ha sintetizzato Diess. Non solo perché è il primo mercato per il gruppo (4,2 milioni di unità vendute nel 2018), ma perché il paese ha voglia di innovazione e si sta aprendo.

Grandi piani e grandi sacrifici: tagli per almeno altri 5,9 miliardi

La Cina non sarà più solo  il paese di destinazione di tecnologie sviluppate in Germania. Ma in alcuni campi, verosimilmente legati alla digitalizzazione ed anche all’elettrificazione, potrebbe addirittura assumere un ruolo guida. La radicale ristrutturazione interna comporterà anche ulteriori risparmi. Per la sola Volkswagen Diess prevede tagli per 5,9 miliardi. Sono a rischio tra i 5 ed i 7.000 posti di lavoro. Ma fino al 2025, almeno in Germania, non si parla di licenziamenti.

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