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Anche la Corea del sud sanziona Volkswagen, 11,6 mln di euro di multa

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Dopo il Brasile, anche la Corea del Sud ha multato Volkswagen per la frode sulle emissioni di NOx, più basse rispetto a quelle dichiarate grazie al ricorso ad un software illegale installato sui motori a gasolio EA 189. Volkswagen dovrà pagare 11,6 milioni di euro e richiamare poco più di 125.000 auto, anche a marchio Audi finito nel mirino della Procura di Ingolstadt dopo l’ammissione dell’utilizzo di un secondo software – l’AECD – che le autorità americane ritengono illegale. Una multa ancora più “leggera” di quella brasiliana, che è di 12,4 milioni (il “massimo previsto dalla legge” aveva spiegato l’IBAMA) ma per soli 17.000 pick-up Amarok. La differenza è notevole: già non sembravano molti i 730 euro per veicolo inflitti nel paese sud americano, ma sono quasi dieci volte tanto la novantina per auto del paese asiatico. In ogni caso, il mercato della Corea ha già punito severamente VW, le cui immatricolazioni sono crollate del 46% in ottobre. Il Ministero dell’Ambiente coreano ha anche imposto al gruppo la sospensione delle vendite dei modelli con il software proibito che si trovano ancora nei concessionari.

Lo scorso mese, dopo che lo scandalo era esploso negli Stati Uniti, le autorità asiatiche avevano disposto una serie di controlli sulle auto rilevando le non conformità. I test proseguiranno fino ad aprile e riguarderanno anche altri costruttori stranieri – tra i quali BMW e Mercedes-Benz – ma anche i cinque marchi locali, incluso il colosso Hyundai. Volkswagen ha fatto sapere di accettare il risultato delle analisi ministeriali della Corea. I modelli che il gruppo tedesco deve richiamare sono 15, tra i quali soprattutto VW Tiguan e Beetle e Audi A4, Q3 e Q5. In ballo c’è anche una class action per la quale sarebero già state raccolte le adesioni di duemila clienti per un’istanza di risarcimento danni presso il Tribunale di Seul, la capitale della Corea.

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