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ZAGATO/ Mostro, stupenda supercar in 5 esemplari

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Milano – Iniziamo subito dalla cattiva notizia: di Zagato Mostro ne faranno solo cinque e sono già state tutte vendute. Non resta che godersela in foto: l’atelier milanese ha realizzato un vero capolavoro su quattro ruote. Il suo habitat naturale sono le manifestazioni come il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este del prossimo fine settimana durante la quale il Mostro farà il suo debutto davanti al grande pubblico. Della Mostro di Zagato colpisce la totale assenza di spigoli. Il cofano motore, lungo da poter ospitare un ipotetico 12 cilindri in linea, è dominato dalle due “gobbe” laterali che culminano nei gruppi ottici anteriori circolari, a loro volta separati da una mascherina ovale, all’interno della quale c’è il Tridente Maserati.

 

Ancora, nel mezzo del cofano si aprono generose “branchie” che danno respiro alla calorosa meccanica sottostante. Emozionante la fiancata. Il parabrezza inizia praticamente a metà della vettura, che sembra così avere una sorta di bolla (l’abitacolo) appoggiata sul retrotreno. Quanto al posteriore, il lunotto è praticamente orizzontale, parallelo al suolo, ed è dominato da quello che forse è l’unico aspetto discutibile dal punto di vista estetico: l’alettone. Certo, ci saranno esigenze aerodinamiche dietro questa scelta, ma un profilo alare che pare quello di un’auto da DTM forse stona un po’ con l’eleganza di tutto il resto.

 

Quanto al nome, forte, si ricollega alla vettura che Stirling Moss chiese a Maserati – e ottenne – per correre la 24 Ore di Le Mans del 1957. Vide così la luce la 450S Coupé Costin-Zagato, soprannominata appunto “Mostro” dagli stessi uomini che la facevano correre, a causa della sua brutalità. Per il resto, l’ultima creatura di Norihiko Harada – capo designer della Zagato – ha un telaio monoscocca in fibra di carbonio e tubi d’acciaio realizzato in Italia e collegato ad un subtelaio posteriore che sostiene serbatoio, gruppo cambio-differenziale, sospensioni e scarico. Davanti ruggisce il V8 Maserati collegato al retrotreno tramite uno schema Transaxle con cambio meccanico elettroattuato a 6 marce. 

 

 
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