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DS19: innovativa anche nella comunicazione

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Quando nell’ottobre del 1955 apparve la DS19, equipaggiata con la sospensione idropneumatica sulle quattro ruote, la direzione del marchio francese si trovò nella condizione di spiegare al pubblico il funzionamento di questa innovativa soluzione. Cercando un modo semplice per illustrare un concetto molto complicato.

Tecnicamente, la progettazione della sospensione idropneumatica prevedeva di rimpiazzare le molle della sospensione tradizionale con quattro cuscini d’azoto. Uno per ogni ruota, fisicamente interposti tra ruota e chassis tramite un cilindro e un pistone. Alimentati da un liquido idraulico. Il gas è l’elemento ammortizzante (comprimibile) mentre il liquido, incomprimibile, è l’elemento di collegamento.

Questa soluzione permette anche, variando la quantità di liquido in ciascun cilindro, di variare l’altezza da terra. Non solo: tramite dei rubinetti automatici detti “correttori d’altezza” si può mantenere costante il livello del veicolo sul terreno indipendentemente dal carico. Concettualmente è una passeggiata, ma tecnicamente è qualcosa di talmente complesso che per essere ottenuto ha richiesto la costruzione di uno speciale stabilimento. Per fare in modo che questa innovazione tecnologica diventasse un elemento chiave per la vendita di questo modello era necessario capire come spiegare tutto questo ai potenziali acquirenti della DS19.

DS19

L’idea venne agli stessi progettisti, che vennero chiamati dai pubblicitari dell’epoca per creare una brochure capace di spiegare il funzionamento del geniale impianto idraulico della DS. Sintetizzare il concetto rimpiazzando azoto e fluidi idraulici con il loro equivalente nella vita di tutti i giorni, l’aria e l’acqua. Così, dopo i primi anni in cui i depliant della DS si soffermavano sui prodigi tecnologici nascosti sotto al cofano della Dea delle automobili,  nel 1958 apparve una brochure anch’essa innovativa. Una sovracopertina, costituita da una pellicola trasparente azzurra con una foto delle onde del mare, lasciava intravedere il volto di una bellissima fanciulla con i capelli al vento. Non c’era il marchio del costruttore, né il nome del modello. Solo questi due elementi: il mare e il vento, che simboleggiavano l’aria e l’acqua, accompagnati da un testo che chiariva ogni dubbio.

DS19

Dentro, delle bellissime immagini di alcune DS nei roboanti colori dei primi anni. Giallo giunchiglia, azzurro nubi, blu delfino. Sfogliando la brochure, i temi tecnologici, spiegati con semplicità, tornano preponderanti con un’immagine che “fotografa il comfort”. Una DS19 e una vettura tradizionale, con delle luci fissate sulla fiancata, passano su un ostacolo lasciando una scia luminosa. La DS19 supera l’ostacolo galleggiando nell’aria delle sue sospensioni, la vettura tradizionale saltella come facevano tutte le vetture tradizionali.

DS19

Il depliant si chiude con una combinazione tra i possibili colori della carrozzeria e le molteplici trame dei tessuti interni che, a quell’epoca, comprendevano delle texture maculate dette “Helanca mordoré”. Certamente singolari, quanto eleganti sulle forme uniche al mondo della DS19. La stessa brochure si rivelò talmente efficace da essere rieditata nei due anni seguenti senza grandi modifiche.

DS19

 

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