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Le auto sportive più iconiche di sempre

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Un compito difficile, ma entusiasmante. Racchiudere in un solo pezzo le auto sportive più iconiche di sempre. A volte utilizziamo dei termini di spessore per far passare meglio il concetto che vogliamo trasmettere, ma non questa volta. Già perché parlando di certe automobili viene naturale promuoverle a un livello superiore, quello di icona. Come se fossero la rappresentazione a quattro ruote di uno stile, una tendenza, un’epoca intera.

Jaguar e-Type

Partiamo con la Jaguar E-Type, bomba sexy figlia dei mitici anni Sessanta. Cofano lunghissimo, abitacolo arretrato e linea elegante. Fu prodotta per quattordici anni, dal 1961 al 1975, in tre serie e molteplici versioni speciali. Ad aumentare la sua aura fascinosa, la consacrazione attraverso un famosissimo fumetto. La E-Type, infatti, era l’auto di Diabolik ed Eva Kant.

Aston Martin DB5

Sempre inglese e nata in quel periodo è l’Aston Martin DB5. Impossibile non riconoscerla: diventata un’icona di bellezza negli anni Sessanta, grazie alle linee scultoree disegnate dalla Carrozzeria Touring Superleggera di Milano, divenne celebre a livello mondiale per essere la vettura di James Bond in vari film della saga. Un’auto capace di ammaliare ed entusiasmare alla guida, grazie al suo motore 4.0 da 280 cv. Prodotta per un brevissimo periodo, dal ’63 al ’65, il suo ricordo è tutt’ora vivo nel cuore degli appassionati.

BMW Z8

Produzione limitata, nel tempo e nei numeri, e fedele compagna di avventure di 007 anche la BMW Z8, sinuosa spider a due posti nata a cavallo del nuovo millennio. In quel periodo i vertici della BMW vengono afflitti da una profonda nostalgia per la mitica 507. Decidono quindi che è il momento di progettare un nuovo modello destinato ad essere ricordato per sempre.

Chris Bangle, l’allora capo dello stile BMW, ritiene che la persona giusta per trasformare il sogno in disegni concreti sia Henrik Fisker, impiegato presso il centro stile americano della casa. Sì, quel Fisker, fondatore di un proprio marchio di sportive elettriche. L’incontro dei due talentuosi designer dà vita a forme indimenticabili abbinate a una tecnica particolarmente raffinata: telaio in alluminio, motore V8 da 400 cv montato in posizione longitudinale, cambio manuale a sei marce, trazione posteriore e 0-100 bruciato in in soli 4,7 secondi. Il suo carattere sarà in grado di conquistare davvero tutti, anche estrosi personaggi come Steve Jobs.

Mercedes-Benz 300 SL

Nella hall of fame delle celebrità non può mancare la rivale di sempre di BMW, la Mercedes, con la sua 300 SL ali di gabbiano. L’auto deve il suo nome agli sportelli ad apertura verticale. Presentata al Salone di New York nel 1954, rimase in produzione fino al 1963. Montava un motore da 3.0 litri, a 6 cilindri, capace di spingerla fino a 258 Km/h. Rappresenta la Mercedes per antonomasia.

Porsche 356 Speedster

Altra tedesca d’eccellenza è la Porsche 356 Speedster. Prodotta ininterrottamente dal 1948 al 1966, può essere considerata il primo modello di serie prodotto dalla casa di Stoccarda. Le sue forme tondeggianti vennero paragonate al Maggiolino. Un raffronto per nulla azzardato, in quanto il suo look era stato disegnato dagli stessi uomini che in precedenza avevano disegnato anche la carrozzeria del Maggiolino. Le similitudini proseguivano sottopelle:  anche tecnicamente il primo modello Porsche si basava sulla cugina Volkswagen. In poco meno di un ventennio vennero prodotte numerose versioni, con differenti motorizzazioni tra i 1.1 e i 2.0 litri. Non solo: la denominazione “Carrera”, utilizzata tutt’ora, comparve per la prima volta proprio sulle versioni prestazionali della 356.

Ford GT40

Il fil rouge di eleganza sportiva che caratterizza i modelli appena descritti s’interrompe per lasciare spazio al fascino di una muscle car. Una grande icona yankee, la Ford GT40. Pensata come rivale della Ferrari nelle gare di durata, vinse per quattro volte di seguito, dal 66 al 69, la 24 Ore di Le Mans.

Spostando l’attenzione al nostro Paese, le auto italiane che meriterebbero di essere nominate sono davvero tante. Oggi ci limiteremo a citarne solo tre, a rappresentanza di tutta la categoria.

Pagani Zonda

Partiamo dalla più estrema, la Pagani Zonda, una stupenda ventunenne. Vettura innovativa sotto tutti i punti di vista, con il suo parabrezza curvo e profondo e l’abitacolo rivolto in avanti come quello di un caccia bombardiere. La sua progettazione è il frutto di uno studio minuzioso di ogni singolo particolare, durato molti anni. La sua anima è mossa da un possente V12 realizzato dalla Mercedes AMG. Le origini della Zonda sono legate all’affascinante storia fra un giovane appassionato di auto e Juan Manuel Fangio, leggendario campione del mondo di Formula Uno, amico e garante del sogno di Horacio nei confronti del marchio tedesco.

Lamborghini Miura P400

Rimanendo sempre nella Motor Valley non si può non citare la Lamborghini Miura. Primo modello di una lunga tradizione di auto battezzate con nomi ispirati ai tori. Un’auto all’avanguardia sia nell’estetica che nella tecnica, progettata da talenti indiscussi come Gian Paolo Dallara, Giotto Bizzarrini e Paolo Stanzani. Fu disegnata in soli quattro mesi dal giovane stilista Marcello Gandini, da poco diventato capo disegnatore della Bertone. Ad oggi rappresenta ancora fonte d’ispirazione per le nuove generazioni di designer.

Ferrari F40

Ed eccoci infine a quella che si può considerare l’icona delle icone. La Ferrari F40. Nel 1987 Enzo Ferrari celebra i primi quarant’anni della sua azienda, regalando a sé e al mondo intero una supercar che sintetizza le doti di un’auto da corsa con quelle di una vettura stradale. La linea aggressiva e affilata si caratterizza in particolar modo per il posteriore col grande alettone fisso e un pannello forato che lascia intravedere il suo vigoroso cuore. Un motore V8 3.0 litri da 478 cv, sovralimentato da due turbocompressori. Le performance non potevano che essere da Cavallo di razza, con una potenza specifica di 163 cv/litro e uno 0-100 coperto in 4,1 secondi. Negli anni successivi si susseguiranno tante altre Ferrari, capaci di migliorare la dinamica e le performance, ma nessuna sarà come lei. Perché un’icona non si basa sui dati, ma sul carisma.

Ferrari F40

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