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Quarant’anni fa rinasceva il marchio Talbot

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La rinascita della Talbot. Gli anni Settanta furono decisivi per lo sviluppo della Peugeot. In meno di un decennio vide quasi triplicare il suo peso sul mercato francese, con importanti riflessi anche su quello internazionale. L’annata cruciale è indubbiamente rappresentata dal 1976. In quell’anno, poco dopo l’acquisizione della Citroën, il presidente di Chrysler Francia, John Day, lanciò un primo segnale sulla eventuale disponibilità da parte di Chrysler ad avviare una trattativa. Operazione finalizzata alla cessione dell’intera rete di produzione e vendita facente capo a Chrysler in Europa. L’offerta fu ritenuta interessante e senza perdere tempo partirono subito una serie di negoziati, che sfociarono in una proposta di acquisto che però venne ritenuta insufficiente.

In realtà i contatti tra le due aziende non si interruppero. Ciò fu possibile grazie anche ad una serie di accordi legati ad una collaborazione tecnica per lo sviluppo di una piccola vettura da produrre negli Stati Uniti, destinata alla vendita in tutto il nord America. Proprio a seguito di questi contatti, emerse la grave difficoltà finanziaria di Chrysler, e ripartirono i negoziati. Questa volta con maggiore determinazione da entrambe le parti.

L’accordo fu trovato su valori complessivi quasi analoghi alla precedente trattativa, ma con un mix diverso. Perché in tale occasione Peugeot propose un minor apporto di liquidità e in cambio offrì un maggior numero di proprie azioni. Con l’inserimento all’interno del proprio capitale azionario di una parte consistente in mano ad una azienda americana, fu evidente come il percorso di nazionalizzazione sarebbe stato molto più difficile da percorrere.

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Talbot Samba Rallye
Talbot Samba Rallye

Il 10 agosto del 1978 la Peugeot chiuse il contratto con Chrysler. Divenendo, a tutti gli effetti, un gruppo di dimensioni mondiali e con stabilimenti in molti paesi. Quell’anno il marchio poté contare su 80.900 dipendenti e produsse 861.800 veicoli. Citroën contò su 84.100 dipendenti e una produzione di 903.500 vetture, mentre Simca 81.500 dipendenti e 810.000 veicoli.

Rimase però un problema di marketing: come si sarebbero chiamate le vetture prodotte negli stabilimenti Simca? La decisione non fu facile, la scelta cadde sul prestigioso marchio Talbot. Un brand molto noto in passato per le sue vetture di alta gamma e per i trionfi sui circuiti di tutto il mondo. Il Marchio scomparso ormai da circa vent’anni entrò a far parte dei beni del gruppo PSA, ancor prima della morte del suo fondatore, Anthony Lago.

Mancavano 100 giorni all’ufficializzazione del nuovo marchio quando un pool di specialisti si chiuse in un anonimo palazzo nel centro di Parigi per mettere a punto tutte le varie fasi operative nel dettaglio. Il 10 luglio del 1979 fu tutto pronto. Il cambio di nome diventò una realtà e gradualmente furono smaltiti tutti gli stock di vetture ancora presenti con il vecchio logo. Cominciò così la produzione delle auto col brand Talbot. Samba, Horizon, Solara, ma anche Tagora, Ranch, Murena, una gamma che trovò un buon successo commerciale anche in Italia…

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Talbot Tagora
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