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Il parco auto dei sogni: una giornata con 2CV, DS23 Pallas e 104 ZS

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Peugeot, Citroen e DS hanno scritto la storia dell’automobile per mano di modelli indimenticabili ai quali spesso, e soprattutto volentieri, abbiamo dedicato spazio. Mai però ci era capitato di mettere le mani sul volante di così tante vetture cariche di significato in una giornata sola. Fino ad oggi. Perché l’evento annuale dedicato da PSA Italia alla stampa ha scelto per l’edizione 2016 una formula particolare: ciascun brand ha individuato un aspetto della sua essenza di marca e ha sfidato i giornalisti a riconoscerlo, nella gamma attuale e nelle prestigiose antenate. Che, com’era prevedibile, hanno conquistato la scena.

Be different. Citroen è sempre stata fedele al suo claim ancora prima che venisse coniato. E infatti se la nuova C3 è tanto originale nel look quanto all’avanguardia sotto il profilo high tech (qui le nostre impressioni di guida), beh, è soprattutto la storia a confermare come il marchio si sia sempre fatto riconoscere. Ecco la mia 2CV, l’auto che ha motorizzato la Francia, il brutto anatroccolo che ha fatto storcere il naso a tanti, ma che poi tutti si sono chiusi in garage. Il salto nel passato è percepibile: sulla panca anteriore ci si accomoda spalla a spalla con il passeggero e girandosi verso la seconda fila si tocca senza sforzo lo schienale della poltrona posteriore: ma come facevano a viaggiare lì dentro? Come facevano? La osservo, prima da fuori, incantata di fronte a quelle forme così inconsuete eppure tanto familiari, poi da dentro: annuso, ammiro i cimeli che decorano l’abitacolo, e soprattutto incontro lo sguardo di approvazione (e di adorazione) dei passanti. E a quel punto arrivano tutte le risposte.

Passare da una DS5 ad una DS23 Pallas del 1973 è un’esperienza altrettanto forte, ma anche qui riesco a cogliere la continuità. La DS5 oggi significa lusso, tecnologia, comfort totale. Concetti espressi oltre 40 anni fa proprio dalla Déesse, e forse mai più così intensamente. Mi siedo dietro per poter affondare i piedi nella moquette soffice e avvolgente. Un comfort eccezionale, come quello regalato dalla seduta, anche in posizione di guida: la sensazione è di sprofondare nella più comoda poltrona di casa che si riesca ad immaginare. Ma questo non penalizza in alcun modo il controllo del veicolo: alla guida la DS è di una fluidità, una leggerezza e una semplicità infinite.

Prima che tanto relax abbia il sopravvento e io decida di rinchiudermi per sempre nel cremosissimo paradiso della DS23, mi impongo un immane sforzo di volontà per dare un’occasione anche a Peugeot. Qui oggi il Leone punta tutto sulle berlinette agguerrite del passato e del presente. E se farsi due tornanti al volante della 208 GTI ha sempre il suo bel perché, è salendo su una 104 ZS che si ha l’occasione di pasteggiare con l’essenza della sportività del marchio. La 104 ZS, ai suoi tempi impiegata anche, e con profitto, nei rally, è durissima, ha uno sterzo che potrebbe esonerare per sempre dagli esercizi per le braccia in palestra e i fumi del motore saturano alla prima accelerata l’abitacolo. Eppure mentre stai soffocando, con il timore che a più di 120 orari possa distruggersi tutto, non puoi fare a meno di aprire ancora di più, di lasciare che il rumore ti assordi mentre invano cerchi una marcia superiore. Darle tregua è contro natura, al termine di ogni curva si ha solo voglia di bruciare il rettilineo successivo per poter girare ancora il volante, rimanere aggrappati con i denti alla traiettoria, pensare come lei e sentirsi, davvero, un organismo unico, uomo e macchina.

E finalmente capisci la morale: nel passato non c’erano compromessi, che si trattasse di immagine, comfort o sportività. Ora è tutto diverso: le auto devono incontrare le esigenze di quanti più componenti della stessa famiglia, quanti più automobilisti di una stessa nazione, quante più tasche quale che sia addirittura la latitudine, e sull’altare della versatilità molto è stato sacrificato. Certo, nelle vetture di oggi del gruppo PSA c’è molto del passato però… che gran nostalgia dei tempi andati (che tra l’altro non ho neanche vissuto)!

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