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Nuova Audi A4 allroad: la fuoristrada da strada

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La nuova Audi A4 allroad arriverà nelle concessionarie italiane nel mese di giugno ma, inizialmente, solo con motori V6 turbodiesel di 3 litri da 218 e 272 CV. Entro la fine del 2016, però, il listino si arricchirà dei ben più vendibili 2 litri turbodiesel da 163 e 190 CV, ai quali si aggiungerà, in un secondo tempo, anche una versione da 150 CV con cambio  manuale (le altre saranno tutte automatiche) che potrebbe posizionarsi intorno ai 42/43 mila euro contro l’attuale “entry level” che è di 51.900 euro.

Le A4 allroad costano 2 mila euro più delle normali A4 Avant, a parità di motorizzazione e allestimento, e si differenziano per l’altezza da terra cresciuta di 34 mm, i parafanghi allargati (e, volendo, colorati diversamente dal resto della carrozzeria) e la calandra con elementi cromati aggiuntivi. Ai tradizionali programmi di guida, poi, si aggiunge quello denominato offroad, che adatta motricità, sterzo e cambio (oltre alle sospensioni elettroniche, disponibili per la prima volta sulla A4 allroad, anche se solo in opzione) alle necessità di un fuoristrada moderato.

Durante la presentazione abbiamo potuto provare sia la 3.0 V6 TDI da 272 CV, sia la 2.0 TDI da 190 CV. La prima, che in Italia sarà anche penalizzata dal superbollo, non ci è sembrata sovrabbondante, come la potenza dichiarata farebbe presagire, ma perfettamente in linea con la personalità dell’A4 allroad per carattere e prestazioni assolute. E al carisma da vera ammiraglia dell’A4 allroad  con questa motorizzazione contribuisce anche il cambio automatico tiptronic a 8 rapporti, che viene impiegato per la prima volta su questo modello. Le altre versioni della gamma, invece, sono equipaggiate di serie con il cambio l’S tronic a doppia frizione a 7 rapporti.

Il 2 litri da 190 cv, invece, ha un erogazione molto regolare, è decisamente ben insonorizzato e garantisce anche prestazioni brillanti, ma non ha la cattiveria che ci si aspetterebbe da un quattro cilindri con una potenza specifica così elevata.

Siamo saliti in anteprima anche sulla 2 litri TFSI a benzina da 252 CV, della quale non è ancora stato ufficializzato il prezzo, equipaggiata con la nuova trazione integrale quattro ultra che, al posto del differenziale centrale, utilizza due frizioni automatiche a gestione elettronica regolate per attivare le ruote posteriori solo quando serve, mentre in tutte le altre condizioni escludono completamente la trasmissione al retrotreno per contenere consumi ed emissioni.

Guidando in modo molto sportivo su superfici a bassa aderenza  si può ravvisare un leggero ritardo di risposta del retrotreno, ma in condizioni appena meno estreme non si notano differenze rispetto al tradizionale e più costoso schema quattro. Il merito va anche a una gestione elettronica che Audi definisce “predittiva”, in grado, cioè, di prevedere il possibile manifestarsi di problemi di motricità e di attivare anzitempo la trazione integrale.

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