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La Kia Picanto adesso si dà anche arie da sportiva

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Le due generazioni precedenti della Kia Picanto, lanciate nel 2004 e nel 2011, non hanno mai fatto davvero breccia nel cuore del pubblico giovane, tanto è vero che, anche nel 2016, la baby coreana è stata acquistata solo nel 16% dei casi da persone sotto i 35 anni. Per correggere questa anomalia – dal momento che stiamo parlando di un modello economico nel prezzo e nella gestione, oltre che versatile e maneggevole – la Casa coreana ha accentuato la caratterizzazione sportiveggiante della terza generazione, che sarà nelle concessionarie a partire dal prossimo weekend (8/9 aprile).

Il concetto stilistico non varia di molto rispetto al passato e la lunghezza è invariata, mentre aumenta la larghezza per dare alla Picanto una sfumatura di aggressività supplementare, facendo risaltare la nutrita dotazione di prese d’aria e profili aerodinamici. In più viene introdotto l’allestimento GT Line, che va a sommarsi ai City, Active e Cool, con paraurti aggressivi, guarniture rosse fuori e dentro, minigonne, cerchi in lega specifici da 16 pollici e altro ancora.

In più è stata incrementata la possibilità di personalizzazione per quanto concerne intrattenimento, connettività e sistemi di ausilio alla guida. Questo significa che la Picanto III può avere touchscreen da 7 pollici, protocolli Android Auto e Apple Car Play per dialogare con gli smartphone e ricarica wireless, navigatore con 7 anni di aggiornamento gratuito delle mappe, radio digitale, retrocamera, frenata di sicurezza automatica e via discorrendo, mettendo insieme un possibile allestimento che ha ben pochi eguali nella categoria.

Dentro si ritrova la stessa cura costruttiva delle Kia più grandi (analoga a quella delle tedesche di pari categoria) e una buona offerta di centimetri, che permette a quattro adulti di viaggiare piuttosto comodamente, scontando solo qualche piccola difficoltà nella salita e nella discesa posteriori per il poco spazio per far passare i piedi. Una volta dentro, però, c’è un’abitabilità ragionevolissima anche in altezza. In più il volume del bagagliaio, che va da 255 a 1.010 litri, è al vertice del segmento.

La Picanto, disponibile solo nella configurazione a cinque porte e cinque posti, sarà disponibile inizialmente con un 1.000 a tre cilindri da 66 CV e un 1.200 a quattro cilindri da 84 CV, entrambi aspirati e abbinati a cambi a 5 marce. Il 1.200, però, rappresenta un’opzione transitoria perché, a fine 2017, lascerà il posto al nuovo ed efficiente 1.000 turbo da 100 CV la cui produzione è, per ora, interamente assorbita dalle esigenze della quasi altrettanto nuova Kia Rio.

Il 1.000 aspirato della Picanto è potente quanto basta per una vettura che, dopotutto, pesa solo 953 kg. Prende giri con disinvoltura, ha una sonorità più marcata ma coinvolgente e riesce perfino a divertire. E il cambio al quale viene abbinato evidenzia una manovrabilità leggermente superiore. Il 1200, al di là dei 18 CV aggiuntivi, ha un’indole più placida, è più ricco di coppia e silenzioso. Le sospensioni sono relativamente “solide” e assicurano una reattività piacevole per una city car, senza che questo sui ripercuota fastidiosamente sul confort, se non quando si affrontano dossi rallentatori o strade decisamente sconnesse.

A giugno arriverà anche la Picanto 1.000 a gpl (con impianto BRC montato in Italia) mentre nel 2018 dovrebbe essere introdotta la trasmissione automatica. Non è invece previsto un diesel, secondo una tendenza sempre più diffusa nel segmento A.

I prezzi vanno da 10.800 (10 mila tondi tondi se si rinuncia al climatizzatore) a 15.000 euro, ma per i primi due mesi dall’inizio della commercializzazione verrà applicato uno sconto di 1.500 euro e, in più, sulla versione Cool sarà offerto gratuitamente il Techno Pack (bluetooth con streaming audio, fari a Led, navigatore e retrocamera) che ha un prezzo ufficiale di 1.000 euro. E proprio per attirare i giovani, sono proposte anche soluzioni di buyback incoraggianti, come quella che prevede un anticipo del 30% del prezzo dell’auto e una rata fissa di 100 euro al mese per tre anni.

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