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La Jeep Cherokee ha una nuova faccia e un prezzo più intrigante

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Rinnovamento di gamma

Il marchio Jeep è, a livello mondiale, il gioiello di FCA perché ha un’immagine forte e una grande redditività. Non deve stupire, quindi, il fervore di quest’anno, durante il quale è stata prima rimotorizzata la Renegade, poi è stata presentata la nuova Wrangler, mentre adesso è la volta della Cherokee ristilizzata. E se consideriamo che la Grand Cherokee è stata aggiornata solo un paio di anni fa e l’attuale Compass è nata nel 2017, risulta evidente quanto sia giovane l’intera famiglia.

Offerta lancio

La Cherokee 2019 non è certo stata stravolta dal punto di vista strutturale, però porta una novità che, di questi tempi, possiamo definire straordinaria: ha ridotto il prezzo. Anche nella gamma attuale, che pure più avanti verrà completata da versioni ancora più accessibili il livello di ingresso è stato fissato a 43 mila euro, ma con un’offerta di lancio, che dovrebbe durare almeno fino a fine anno, che abbassa la cifra fino a 36.200 euro. E non stiamo parlando di una versione “fantasma” destinata solo ad attrarre pubblico in concessionario per poi dirottarlo su equipaggiamenti e motori più realistici ma della Longitude, con il 2,2 litri turbodiesel da 195 CV, cambio automatico a 9 rapporti e un allestimento che comprende anche sedili anteriori elettrici, cerchi in lega da 17”, climatizzatore automatico bizona, var sistemi di ausilio alla guida e sistema di infotainment Uconnect con radio digitale e protocolli Android Auto e Apple Car Play. Mancherebbe solo la trazione integrale – che non è poco – per la quale servono altri 1.300 euro.

Automatica anche la 4×2

Altre novità sono la possibilità, come si evince anche da quanto detto finora, di abbinare il cambio automatico alla trazione anteriore e un restyling che ha coinvolto soprattutto il muso rendendolo un po’ più classico e in linea con la tradizione Jeep anche se meno affilato e personale rispetto a quello della versione originale, presentata nel 2014. Ora la fanaleria non è più suddivisa su tre livelli bensì su due, perché i gruppi ottici più alti integrano sia gli abbaglianti che le luci diurne anabbaglianti. Anche l’arredo interno è diventato di gusto più classico e sono diminuiti gli elementi cromati.

Motore pronto e potente

Il turbodiesel da 195 CV è, al momento, l’unico disponibile per la rinnovata Cherokee. Ha cavalli in abbondanza ed è rapido nel salire di giri, anche se la sua tonalità diventa avvertibile all’interno dell’abitacolo ai regimi alti. È così energico che sulla Cherokee a trazione anteriore può addirittura comportare qualche pattinamento non voluto anche sull’asciutto se si esagera con l’acceleratore. Cosa che, ovviamente, risulta molto stemperata con la 4×4, che garantisce una mobilità fuoristrada in linea con quanto ci sia spetta da una Jeep. A questo proposito, le possibili configurazioni di trazione integrale sono addirittura tre: la base Active Drive I, l’intermedia Active Drive II con Hill Descent Control e riduttore e l’Active Drive Lock, che aggiunge il bloccaggio del differenziale posteriore (abbinato però all’allestimento Trailhawk che sarà n commercio solo dal 2019). Tutti i sistemi 4×4 sono poi abbinati al sistema Selec-Terrain per regolare la motricità in funzione dei tipi di terreno e di guida (auto, neve, sport, sabbia/fango e, sulla Trailhawk, la modalità “Rock” per le pietraie e il fuoristrada più impegnativo). Su asfalto la Cherokee è piuttosto agile in rapporto alle sue dimensioni e anche divertente, anche se le sospensioni regolate per il confort lascino rollare il corpo vettura in modo abbastanza evidente.
Dal prossimo anno, oltre alla già citata versione Trailhawk arriveranno anche l’allestimento “base” Sport, una versione del 2,2 turbodiesel depotenziata a 150 CV e il quattro cilindri turbobenzina da 270 CV già visto sulla Wrangler.

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