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Su strada con le McLaren 540C, 570S e 570GT

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McLaren, per quanto riguarda la produzione di vetture stradali, si è scelta un compito niente affatto facile: sfidare Ferrari e Porsche (911, s’intende) sul loro stesso terreno. Quindi puntando sull’eccellenza prestazionale. E la dimostrazione di quanto sia titanica questa missione viene, prima di tutto, dai numeri: da quando ha iniziato a produrre con convinzione auto di serie nel 2010 (quindi tralasciando l’esperienza a sé stante della leggendaria F1 costruita in un centinaio di esemplari tra il 1993 e il 1995), McLaren ha sfornato in tutto solo 9000 vetture (la Ferrari produce circa 8000 vetture in totale ogni anno, mentre di Porsche 911 se ne costruiscono più di 30 mila ogni 12 mesi)

Tutto questo pur potendo contare su un brand con pochissimi altri rivali al mondo oltre ai due marchi sopracitati e su un prodotto che non ha nulla da invidiare alle migliori avversarie (anzi, è talvolta superiore) e che, oltretutto, viene proposto a prezzi analoghi a quelli della concorrenza.

La gamma attuale è composta da tre modelli con prezzi compresi tra 168 e 200 mila euro: le 540C, 570S e 570GT, che abbiamo avuto la possibilità di provare. Struttura e meccanica sono in comune tra le tre McLaren, basate su una “vasca” in carbonio rivestita da pannelli in alluminio, con portiere che si aprono “a coltello”, e su un motore V8 biturbo di 3,8 litri montato in posizione posteriore centrale e abbinato a una trasmissione a doppia frizione a sette rapporti. La differenza tra una McLaren e l’altra sta nel livello di potenza – annunciato dalle stesse sigle, quindi 540 e 570 CV – e nell’allestimento.

Al volante si ha la sensazione di essere davvero su un’auto da corsa: sia dal punto di viste dei contenuti, sia delle scelte stilistiche, c’è tutto quel che serve (e che deve esserci su auto di questo prezzo) ma nulla di superfluo, a differenza di quanto avviene su Ferrari e Porsche. Si guida in posizione molto avanzata e piuttosto sdraiata, con il volante alto e verticale e la sensazione di avere tutto sotto mano.

Fin dai primi metri si ha una sensazione piacevolissima di leggerezza e reattività, ma anche di confidenza. Il che non è certo usuale su vetture di questa categoria. Per completare l’atmosfera racing occorrerebbe probabilmente un po’ di rumore in più. Invece, dopo un vocalizzo pregevole al momento della messa in moto, la sonorità si acquieta un po’. Salvo poi ripresentarsi quando ci si dà dentro davvero con l’acceleratore.

Già con la “baby” McLaren, cioé la 540C, si hanno prestazioni in eccedenza (320 km/h, 3”5 da 0 a 100 km/h e 10”5 da 0 a 200) e l’erogazione è poderosa ma regolare. Con la 570S però, nonostante i CV di differenza siano “solo” 30, la spinta diventa violenta quando il motore entra in coppia e le prestazioni aumentano ancora (328 km/h, 3”2 sullo 0-100 e 9”5 sullo 0-200). La 570GT è invece la variante “turistica” di quest’ultima. Le prestazioni sono sostanzialmente le stesse, salvo un leggero decremento dell’accelerazione (3”4 sullo 0-100 e 9”8 sullo 0-200) causato dal peso, che sale da 1313 a 1350 kg per l’allestimento più ricco (c’è anche il tetto panoramico in cristallo) e l’adozione di un portellone posteriore ad apertura laterale che dà accesso a un vano di carico di 370 litri. La 570GT ha anche un assetto leggermente meno granitico rispetto a quello della 570S che migliora un po’ il confort intaccando minimamente una maneggevolezza, una precisione e una tenuta di strada superbe.

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