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Mercedes Classe C Coupé, la prova su strada della “mini” S Coupé

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Con l’introduzione della Mercedes Classe C Coupé, la Casa della Stella ha quasi completato la gamma della Classe C. Un’auto che visivamente sembra più una Classe S Coupé in scala ridotta che una C berlina a cui sono state tolte due porte. Merito della zona di carrozzeria che va dal montante centrale (tra il finestrino anteriore e quello posteriore, per intenderci) fino alla coda: il taglio del tetto, l’inclinazione del lunotto, la forma del posteriore e i gruppi ottici orizzontali delle due auto sono molto simili. Il tutto, ben innestato sul frontale della Classe C.

Alla chiusura del cerchio dell’offerta della nuova Classe C manca dunque solo la Cabriolet, che arriverà quest’estate. Tornando alla Mercedes Classe C Coupé, è lunga 4,69 metri, come la berlina, rispetto alla quale è di 1 cm più larga e di 4 più bassa. I prezzi partono dai 38.450 euro della C180 a benzina, mentre la C220d (turbodiesel da 170 CV, la più richiesta in Italia insieme alla 250d con il 90-95% delle preferenze) ha un prezzo di attacco di 45.150 euro. La AMG? 4.0 V8 biturbo, fino a 510 CV di potenza e prezzi che partono da 85.000 euro.

Dentro, la Mercedes Classe C Coupé si dimostra capace di accogliere persone fino ai 180 cm di altezza, sui sedili posteriori, e ha sedili ben sagomati che contengono il corpo in curva senza essere “asfissianti”. La parte anteriore dell’abitacolo è presa pari pari dalla berlina. E non potrebbe essere altrimenti: la plancia ha un design molto avvolgente, è realizzata con materiali di ottima qualità e conta su un assemblaggio preciso anche nei punti meno esposti. Immancabile, quando si sale e si chiude la porta, il braccio meccanico che porge la cintura di sicurezza: un retaggio della SEC degli anni Ottanta, ma ancora imbattibile per praticità ed “effetto scenico” quando si sale a bordo.

La caratteristica principale della nuova Mercedes Classe C Coupé, quando la si guida, è la capacità di sviluppare velocità in scioltezza, fin troppo: è sempre meglio tenere ben d’occhio il tachimetro, prima di ricevere a casa un album di foto firmate dalla Polizia. Il tutto, nonostante il quattro cilindri turbodiesel della 220d non sia un campione di silenziosità: intorno ai 2.000 giri è caratterizzato da una certa ruvidità, che comunque non riesce a inficiare un isolamento acustico esemplare. Una due porte, però, si compra anche per divertirsi: la Mercedes Classe C Coupé non delude. Pronta di sterzo grazie alla demoltiplicazione progressiva (all’aumentare dell’angolo di volante aumenta la “presa” sulle ruote e il comando diventa più diretto), ha un assetto che supporta questa vivacità con una taratura rigida al punto giusto. Solo sulle sconnessioni più secche della città e con i cerchi da 18″, dalle ruote arriva qualche scossone ai passeggeri. Quanto al cambio, il 9G tronic è da 10 per la fluidità e la logica di funzionamento finché si guida in relax; prende invece qualche voto in meno nell’uso sportivo, specialmente tra le curve. La causa è nel ritardo fra gli input dati con i paddles dietro al volante e l’effettiva esecuzione della cambiata, che limita po’ il feeling. Quanto al motore della 220d, è generoso di coppia fin da 1.500 giri, non gradisce essere “tirato” oltre quota 3.800 giri.

Infine, la gamma: C 180, C 200, C 250 Automatic, C300 Automatic, C 220d e C 250d Automatic: le Classe C Coupé a quattro cilindri sono queste e hanno potenze comprese fra i 156 CV della 180 e i 245 CV della 300, entrambe a benzina. I diesel hanno invece 170 e 204 CV, mentre il V8 della AMG tocca quota 476 e quello della AMG S arriva addirittura a 510. La gamma si articola invece fra le versioni Executive, Sport (+ 2.813 euro rispetto alla Executive, 2.874 nel caso di 180, 200 e 250 Automatic), Premium (+ 5.814 euro; 5.936 euro) e Premium Plus (10.675 euro; 10.858 euro).

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