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Nuova Mini Countryman: maturità raggiunta

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La nuova Countryman, che farà il suo sbarco ufficiale in Italia nel weekend a porte aperte del 18 e 19 febbraio, è la più grande Mini mai costruita. Bisogna riconoscere che i designer del marchio anglo-tedesco sono riusciti a dissimulare egregiamente questa ipervitaminizzazione mantenendo quasi inalterate le proporzioni. Così, osservata senza altri punti di riferimento, la Countryman non dimostra questa escalation dimensionale fino a quando non si sale a bordo o non la si deve parcheggiare.

Ma andiamo con ordine. La larghezza interna è aumentata di 3 cm ma soprattutto ci sono 5 cm in più a disposizione sia delle gambe di chi sta davanti, sia di quelle di chi sta dietro. I posti anteriori erano già piuttosto ariosi e la differenza è percepibile fino a un certo punto, ma dietro la situazione è migliorata sensibilmente: si sta comodi, anche se i cuscini non sono straordinariamente estesi, e c’è modo di allungarsi a piacere, specialmente se si approfitta della possibilità di arretrare il divano, che ha un’escursione di 13 cm. E anche il vano di carico passa dai 350/1.130 litri di prima ai 450/1.390 di oggi.

Il risultato è che se nel recente passato la Countryman poteva incarnare un po’ a fatica il ruolo di unica auto da famiglia, adesso è capace di cavarsela onorevolmente con quattro occupanti a bordo e relativi bagagli.

E anche l’allestimento – di serie o a richiesta – tiene conto di questa raggiunta maturità e ora contempla climatizzatore bizona, sedili e portellone elettrico, sistemi vari di aiuto alla guida (lettura segnaletica stradale, cruise control attivo, frenata automatica, controllo mantenimento corsia, rilevatore del livello di attenzione del conducente e via discorrendo), sospensioni regolabili e touchscreen da 8,8 pollici. E ci sono anche un paio di originalità come il Find Mate che, tramite un’app specifica da scaricare sullo smartphone, permette di localizzare le chiavi dell’auto o altri oggetti, e il Picnic Bench, cioé un cuscino estraibile che rende più comodo sedersi sul bordo esterno del bagagliaio per allacciarsi gli scarponi da sci o per altre operazioni che necessitano di un appoggio.

E passiamo all’esterno. La Countryman II adesso misura 4,30 metri di lunghezza e 1,82 di larghezza. Questo significa che le dimensioni non sono più così “mini” e adesso la mettono sullo stesso livello di una BMW Active Tourer, tanto per rimanere in famiglia. Va da sé che bisogna dimenticarsi di sgusciare nel traffico come se si fosse su uno scooter, ma non appena gli spazi lo consentono, la rapidità dello sterzo e la stabilità dell’assetto (non propriamente duro, ma niente affatto cedevole) danno una sensazione di agilità e manovrabilità non certo comune tra le suv/crossover della medesima categoria.

Nel corso della nostra prima prova abbiamo provato la versione Cooper D che, in base alle esperienza commerciale maturata fin qui, dovrebbe risultare la più richiesta in Italia, e che ha un prezzo di partenza di 29.450 euro. Adesso monta un 2 litri turbodiesel da 150 CV di progettazione BMW (in precedenza era un 1.600 da 111 CV) che ha una coppia notevole e un gran tiro in basso, ma non quella vivacità agli alti regimi che caratterizzava i diesel BMW di qualche anno fa e che non guasterebbe su una Mini. Ma i cavalli ci sono e, alla fine, le prestazioni sono elevate. Senza contare che l’abbinamento con il cambio automatico a 8 rapporti (1.900 euro) si rivela particolarmente equilibrato. E volendo, un’aggiunta di altri 2 mila euro, è possibile avere la trazione integrale.

Il motore è anche molto silenzioso e sul confort acustico incide solamente qualche rombosità proveniente dalle sospensioni e un po’ di inevitabile rumore di rotolamento dei pneumatici.

La versione meno cara della nuova Countryman è, per ora, la Cooper, col 1.500 a benzina da 136 CV, che costa 27.450 euro, ma a breve la gamma motori si allineerà a quella della Clubman, quindi arriveranno anche il 1.500 a benzina da 102 CV e il 1.500 diesel da 116 CV che avranno prezzi più contenuti.

E in estate compariranno anche la sportivissima John Cooper Works da 231 CV (39.450 euro) e l’ibrida plug-in Cooper S E da 224 CV totali (37.350 euro).

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