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Opel Astra: alleggerita, divertente e tecnologica

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La nuova generazione dell’Opel Astra arriverà a novembre in versione berlina a 5 porte, a marzo sarà la volta della station wagon e poi toccherà probabilmente alla tre porte.

La linea diventa più moderna e spigolosa, ma non particolarmente personale, però l’auto si accorcia di quasi 5 cm e diventa anche leggermente più basse e stretta. Però aumenta lo spazio per le gambe dei passeggeri posteriori e per le teste di quelli anteriori. L’interno presenta materiali robusti, spesso ben trattati, e diminuiscono e diventano più intuitivi i comandi sulla console. Ma soprattutto diminuiscono i pesi: da 120 a 200 kg e questo, su strada, si sente.

La dotazione prevede alcune esclusività per il segmento: i proiettori matrix led (che finora abbiamo visto solo sulle superammiraglie, a 1300 euro), i sedili anteriori riscaldabili, ventilati e anche massaggianti (500 euro) e il sistema OnStar di assistenza 24 ore su 24, che è di serie sull’allestimento più completo Innovation e il primo anno di abbonamento al servizio è gratis (successivamente il canone è di 99 euro all’anno).

L’OnStar tiene la vettura in collegamento con una centrale operativa e prevede la richiesta automatica o manuale di soccorso, l’assistenza in caso di furto dell’auto (compresa la localizzazione e il blocco dell’accensione da remoto), il check-in meccanico e le informazioni stradali (la risposta dell’operatore può essere solo vocale o anche inviata al navigatore perché possa seguire le indicazioni).
Si possono anche bloccare o sbloccare da remoto le portiere e far suonare il clacson e lampeggiare le luci per ritrovare la vettura in un parcheggio. Dal 2016, poi, sarà disponibile a pagamento la funzione hot spot per connettere a internet fino a 7 dispositivi.

La nuova Astra offre una guida leggera, agile e divertente: niente a che vedere con il gigantismo del recente passato. Il 1.000 turbo a iniezione diretta a tre cilindri da 105 CV ha tanta coppia ai bassi regimi, allunga bene, vibra poco ed è anche silenzioso. Il suo fratello maggiore 1400 a quattro cilindri da 150 CV è più prestazionale ma non altrettanto equilibrato, però monta un cambio a 6 marce più preciso rispetto al 5 marce del “mille”. Oltre il 70% delle vendite italiane, però sarà rappresentato dai turbodiesel 1600 da 95, 110 o 136 CV. Il 110 CV dovrebbe essere il più richiesto, ma alla presentazione internazionale dell’Astra era possibile provare solo il più potente, che è molto energico, sorprendentemente determinato intorno ai 2000 giri, ma un po’ rumoroso.

I prezzi partono da 17.600 euro ma per un esemplare motorizzato ed equipaggiato secondo le esigenze medie della clientela italiana è meglio preventivare 20 mila euro e 22 mila per un diesel. Fino alla fine anno, però, ci sono 2.500 euro di sconto incondizionati e altri 1.000 euro vengono depennati dal valore cumulativo degli optional scelti.

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