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Ford Ranger Raptor, nessuna esitazione: dalla Baja 1000 ai boschi prealpini

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Salite al volante di un Ford Ranger Raptor e mettevi sulla linea di partenza della Baja 1000, il rally raid della bassa California dove per vincere occorre essere i più veloci di tutti nel divorare 1000 miglia di distesa desertica tutta sabbia, salti e rocce. Se dipendesse solo dall’auto potreste avere un’altissima probabilità di arrivare primi. I piloti Ford hanno centrato l’obiettivo otto volte nelle ultime undici edizioni. Credenziali non male per un pick-up, vero? Ebbene, forse molti di voi una competizione endurance con un Raptor non la faranno mai, ma qualora vi trovaste nel bel mezzo di un bosco prealpino (come è successo a noi) potete stare sicuri: troverete la via d’uscita.

Abituati ad arrivare primi

D’altronde Ford con i pick-up ci sa fare: l’F150 è il veicolo più venduto negli Stati Uniti, mentre l’identico Ranger copre in Europa il 32% del mercato dei fuoristrada con il cassone (il secondo in classifica, il Toyota Hilux, arriva a mangiarsi una piccola fetta del 12%). Ora la gamma si amplia con l’arrivo del Raptor, declinazione sfiziosa e un po’ di nicchia. Soprattutto in Italia dove la normativa, incomprensibile unicum europeo, prevede l’esclusiva immatricolazione dei pick-up come autocarri. Il Raptor, insieme agli amici che sulle spiagge del Pacifico scorrazzano con surf buttati ovunque, nel nostro Paese non può essere utilizzato per il tempo libero ma solo per questioni lavorative. La sanzione, per la cronaca, prevede il pagamento di una somma da 80 a 318 euro, oltre eventualmente anche alla sospensione della carta di circolazione da 1 a 6 mesi.

Appariscente e con un motore da 500 Nm di coppia

Peccato, perché il Raptor è proprio un mezzo per divertirsi. E per farsi vedere. E non certo nei cantieri. Rispetto al Ranger base, che già di suo non passa inosservato, il Raptor sfoggia un enorme ma elegante logo Ford sul frontale, carreggiate allargate di 15 cm, pedane laterali in lega e ben 4 ganci di recupero. Internamente loghi Raptor e materiali di prima qualità. A mezzo esagerato non corrisponde un motore dalla cilindrata pazzesca come ci si potrebbe aspettare, vista anche la provenienza del veicolo. A muoverlo agilmente sui fondi difficili, e all’occorrenza anche a farlo sfrecciare, bastano i 500 Nm e i 213 CV del suo 2.0 Ecoblue gestito da un cambio automatico a 10 rapporti. Trazione ovviamente integrale con tre modalità settabili: 2wd, 4wd e ridotte.

Pneumatici, sospensioni, modalità di guida: ✅

Motore più che sufficiente a corredo di un arsenale che non teme imbarazzi quando il gioco si fa duro (o meglio, fangoso, sabbioso etc). I pneumatici sono dei BF-Goodrich all terrain 285/70 R17 dalla capacità offroad, larghezza del battistrada e diametro maggiorati rispetto a quelli montati sul Ranger normale. Le sospensioni sono state concepite ad hoc e permettono escursioni delle singole ruote fino a 30 centimetri, mentre il telaio è stato rinforzato là dove le sollecitazioni sono più intense. Sei i programmi di guida: due on road (normal e sport) e due offroad (erba/ghiaia/neve, fango/sabbia, Baja – sappiamo a cosa serve – e roccia). Ancora due numeri per intenderci: altezza da terra 28 cm, guado 85 cm, angoli di attacco, dosso e uscita: 32,5°, 24°, 24°. In definitiva: nel percorso di media difficoltà che abbiamo affrontato in questo primo contatto la Raptor non ha mai esitato. E’ riuscita a superare ogni passaggio con grande serenità, grazie anche alla possibilità di configurare nei punti più difficili un settaggio ridotte + blocco del differenziale centrale capace di incrementare notevolmente la motricità. E nei punti più ripidi Hill Descent Control per lasciare gestire al sistema la velocità e planare in tutta sicurezza. Il prezzo: si parte da 50.900 euro. Che con l’aggiunta dell’iva fanno 62.851,60. Mettiamola così: chi lo acquisterà smetterà di vivere la fine del weekend come un evento triste e non vedrà l’ora di riaprire il box il lunedì mattina.

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