Home»Test»Seat Alhambra: spazio a comfort e tecnologia

Seat Alhambra: spazio a comfort e tecnologia

0
Condivisi
Pinterest Google+

Ci sono restyling di facciata e altri di sostanza: quello apportato dalla Seat alla monovolume XXL Alhambra è del secondo tipo. Tutti i motori sono omologati Euro 6 e nuove tecnologie permettono di essere sempre online. Non manca qualche ritocchino qua e là ai fari e alla calandra, ma si tratta di poca cosa, rispetto al lavoro fatto sottopelle.

In particolare, a Martorell si sono concentrati sulla connettività: la tecnologia di Seat integra Android 5.0 e iOS 7.1. Nel caso dell’iPhone, per esempio, sono al momento disponibili le funzionalità di telefono e messaggi, musica e mappe. Ma è con Samsung che il sistema della Seat dà il meglio: l’accordo di collaborazione tra le due aziende permette di sfruttare al meglio l’integrazione con MirrorLink, le cui principali funzioni sono “Read to me” e “Voice Reply”. Nell’ordine, la prima è la lettura del testo dei messaggi in arrivo (e-mail, SMS, Facebook e Twitter); la seconda è la “dettatura” a voce delle risposte. C’è inoltre il “gesture control”, con cui gestire il sistema infotainment attraverso semplici movimenti delle dita, senza contatto.

Intatta la funzionalità dell’abitacolo: sette poltrone singole, con quelle della seconda fila che scorrono ampiamente in senso longitudinale; 300 litri di bagagliaio con sette passeggeri a bordo, schienale anteriore destro abbattibile (canoa? No problem) e spazio in abbondanza in ogni direzione: se state cercando centimetri e flessibilità, questa è la scelta giusta. Anche perché non si trascurano la qualità delle plastiche e degli assemblaggi, così come non fa difetto l’ergonomia dei comandi, davvero intuitiva.

Quando ci si mette al volante della Alhambra si scopre un comportamento che rassicura anche il meno esperto dei guidatori. Lo sterzo, per esempio, è volutamente poco reattivo. La sensibilità del telaio al pedale del gas è praticamente nulla, quindi le ruote posteriori non allargano mai la traiettoria. E pazienza se i CV sembrano sempre meno di quelli dichiarati: anche il motore più potente da 184 non è infatti pronto come ci si aspetterebbe alle richieste dell’acceleratore, pur assicurando una buona spinta da 1.800 e 3.500 giri circa. Quanto al comfort, l’insonorizzazione è ottima, così come l’assorbimento delle asperità.

Infine, i prezzi: gli allestimenti disponibili sono due, Advance e Style. Il primo parte dai 34.300 euro della TDI da 115 CV e arriva ai 37.700 della 150 CV con cambio DSG; 36.700 se volete le 4 ruote motrici (cambio manuale). La Advance attacca con i 36.300 euro della 115 CV, mentre la top di gamma da 184 CV con cambio DSG è proposta a 41.100 euro. Quanto alla dotazione, la prima offre di serie, tra gli altri, il Seat Media System Plus, il lettore CD mp3, gli ingressi usb e SD, l’interfaccia Bluetooth e i fari posteriori a led. La Advance aggiunge il navigatore satellitare, le porte posteriori e il portellone ad apertura elettrica e il sistema di apertura/avviamento senza chiave denominato Kessy.

Articoli precedente

CARBURANTI/ Q8 e Shell limano i prezzi appena aumentati

Articolo successivo

INDAGINI/ Italiani e auto connesse: "Rischiano di creare distrazioni"