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Seat Ateca, la prova su strada del primo suv spagnolo

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SEAT Ateca è un suv dal successo annunciato. Non è una previsione o, almeno, non dovrebbe esserlo. Non è ancora sul mercato, ma il costruttore spagnolo ha già contabilizzato 8 milioni di visite sul sito e registrato 400.000 configurazioni e nei primi due mercati dove debutta (Germania e Spagna) sono stati già conteggiati 5.500 ordini. Ateca è un suv “predestinato” anche per altri numeri: è compatto fuori (4,36 metri di lunghezza) e spazioso dentro (per gambe e testa dei passeggeri e per i bagagli, 510 litri: per 3 litri solo un rivale fa meglio nel segmento) ed ha un prezzo accessibile. In Italia l’entry level a benzina parte da 20.850 euro (con oltre 35.500 ci si assicura il meglio del meglio): sono già stati fissati due “porte aperte”, il 17/18 ed il 24/25 settembre.

La novità del listino è la disponibilità di allestimenti al top anche motori “piccoli”, mentre tra le molte soluzioni tecnologiche, su Ateca si possono avere la ricarica wireless per i telefonini e l’amplificatore del segnale Gsm oltre a funzioni e sistemi di assistenza alla guida condivisi con il gruppo. Con il primo suv, SEAT offre anche per la prima un armamentario tecnologico mai visto prima su una vetture spagnola, oltre alla trazione integrale (25 litri di capacità in meno per il vano bagagli) ed alla trasmissione automatica DSG.

Ateca, tuttavia, ed è quello che conta, impressiona positivamente al volante. È molto equilibrato: non solo in città è possibile spostarsi con disinvoltura (e il traffico di Barcellona non ha proprio niente da invidiare a quello delle grandi città italiane), ma nel misto colpisce per la sua compostezza. Anche a velocità “allegre” e sulle strade tortuose e strette che escono dalla capitale catalana e che conducono nelle colline che si affacciano sul Mediterraneo, il suv non perde aderenza. Nel test con la versione a due ruote motrici, ha certamente aiutato la potenza del motore TDI da 150 CV (340 Nm di coppia), ma sia il cambio (manuale) sia lo sterzo (preciso) si sono dimostrati coerenti con il modello e la motorizzazione. Del resto, è disponibile anche un TDI da 190 CV da addirittura 400 Nm. I propulsori della gamma all’esordio sono cinque: i TSI da un 1.0 litri da 115 cavalli e 1.4 TSI da 150 ed i TDI da 1.6 litri da 115 cavalli e TDI da 2.0 litri da 150 e 190.

SEAT Ateca sorprende per la disponibilità dello spazi: al posteriore ce n’è davvero molto, con molta aria in testa… roba da trasferte per giocatori di basket. Ai lettori affidiamo due osservazioni: il diesel “borbotta” un po’ e la visibilità laterale posteriore risulta un po’ penalizzata dalla forma del montante C. In sintesi, questo è tutto. SEAT Ateca è la conferma di quello che ha ammesso Giampiero Wyhinny, numero uno del marchio spagnolo in Italia: “L’eccellenza del prodotto supera la percezione del brand”. SEAT Ateca (che al frontale offre una curiosa soluzione per gli indicatori di direzione: un’occhiata alla photogallery non guasta) assieme a Seat e Leon sarà l’ambasciatore della nuova sfida tecnologica e di qualità del marchio nel cui futuro ci sarà sempre più “barcellonitudine”. Non solo perché il suv è stato disegnato e sviluppato nella capitale catalana, ma perché il richiamo di Barcellona dovrà servire anche a SEAT, già pronta a lanciare il fratellino minore di Ateca. E anche a Luca De Meo, uno dei tre italiani a capo di un brand di Volkswagen Group, mai così tanti nella storia del colosso tedesco (gli altri due sono Claudio e Stefano Domenicali, Ducati e Lamborghini).

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