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Skoda allarga la famiglia dei suv con la Karoq

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Una Kodiaq in formato ridotto

La Karoq non è certo quello che si può definire un fulmine a ciel sereno. E non solo perché il suo arrivo segue di poco l’avvento della grossa Kodiaq. Skoda, infatti, aveva un piede nel mercato dei suv compatti dal 2009 grazie alla Yeti che, però, era arrivata sul nostro mercato forse un po’ in anticipo rispetto all’evoluzione dell’immagine del marchio ceco. La Yeti aveva una personalità stilistica marcata, contenuti raffinati e prezzi non propriamente bassi che, all’epoca, confliggevano con l’immagine ancora troppo “discount” del brand.

Ambizioni premium

Il cambio di approccio della Skoda, però, adesso si è completato, il marchio ha ambizioni quasi premium, un valore riconosciuto anche nei mercati”prevenuti” com il nostro (non è un caso se da noi le vendite Skoda crescono percentualmente in doppia cifra da tre anni a questa parte), quindi la nuova Karoq – che della Yeti è l’erede – si inserisce in un contesto più propizio. Anche perché il mercato specifico tira sempre fortissimo sia nel sottosegmento B-suv (dove la Skoda arriverà nel 2019) sia nel C-suv dove opera appunto la Karoq.

In arrivo a fine gennaio

La Karoq, che arriverà nelle concessionarie italiane nel weekend “porte aperte” del 27/28 gennaio, è lunga 4,38 metri, ha un design moderno ed equilibrato, anche se non personalissimo, e, ovviamente, monta meccaniche interamente Volkswagen, a partire dal pianale modulare Mqb. E in questo è molto simile alla Seat Ateca, che infatti nasce sulle stesse catene di montaggio in Repubblica Ceca. La sua caratteristica saliente è la capacità di carico che, in condizioni normali, va da 521 a 1.630 litri, ma col sistema modulabile VarioFlex per i sedili posteriori arriva addirittura a 1.810 litri, che è il valore record per la categoria.

Non costa poco, ma offre tanto

Gli allestimenti sono tre – Ambition, Executive e Style – ma già il primo livello prevede una dotazione di serie decisamente ricca che integra touchscreen da 8″, protocolli Android Auto e Apple Car Play, climatizzatore automatico bizona e cerchi in lega da 17″, mentre il navigatore è di serie a partire dal secondo livello. Anche per questo i prezzi non sono bassissimi, visto che l’entry level è a 23.850 euro, mentre il top di gamma raggiunge i 34.350 euro. Il rapporto tra prezzo e allestimento, però, è decisamente interessante.

Quattro motori e, poi, chissà

I motori disponibili da subito sono i turbobenzina di 1.0 e 1,5 litri (115 e 150 CV) e i turbodiesel di 1,6 e 2.0 litri (115 e 150 CV). Per tutti è disponibile anche il cambio automatico (un’opportunità piuttosto rara specialmente per quanto riguarda il 1.600 a gasolio), mentre la trazione integrale viene offerta per ora solo con il 2.0 turbodiesel da 150 CV al quale, prossimamente, verrà affiancata anche una variante da 190 CV. Per ora non sono previste varianti a gpl, metano, ibride o elettriche, ma il pianale Mqb è previsto anche per tutto questo, per cui, se il mercato dovesse farne richiesta, l’industrializzazione di versioni alternative della Karoq richiederebbe relativamente poco tempo.

Ammiraglia confortevole

Nel corso della nostra prima prova abbiamo provato la Karoq 2.0 TDI 4×4 DSG, cioè l’allestimento più completo e costoso della gamma inziale. I 150 CV vengono erogati in maniera molto fluida e ne derivano prestazioni elevate ma non propriamente adrenaliniche. Anche il cambio automatico a 7 rapporti è regolato in modo da offrire la massima regolarità di marcia e non abbandona del tutto il suo aplomb neanche quando lo si stimola con le leve al volante. Le sospensioni non sono particolarmente cedevoli e limitano molto il rollio, pur senza ripercussioni sul confort, quindi permettono una buona agilità. Nei prossimi mesi arriverà in listino anche l’assetto a controllo elettronico, del quale non si conosce ancora il prezzo ma che, verosimilmente, sarà molto accessibile come tutti gli optional Skoda.

La furbizia al potere

Come sugli altri modelli cechi, anche la Karoq punta molto su una serie di piccoli accessori “furbi” che aumentano la versatilità di utilizzo, come gli ombrelli portatili inseriti nelle portiere, il raschiaghiaccio alloggiato nello sportello del serbatoio, la torcia asportabile le vano di carico e via di questo passo. E un altro punto a favore è dato dall’offerta di hi-tech, che è praticamente la stessa della produzione Volkswagen più recente, a cominciare dai sistemi infotainment per arrivare alla strumentazione virtuale configurabile.

 

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