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Suzuki Ignis: abbiamo provato la minisuv giapponese

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Con l’arrivo della Ignis, si potrebbe dire che la Fiat Panda ha finalmente trovato una degna avversaria. E questo varrebbe soprattutto per la versione 4×4 che, fino ad oggi, ha avuto il monopolio quasi assoluto della sua categoria.

In realtà non potrà esserci una vera e propria battaglia commerciale a causa dei numeri di vendita straordinariamente diversi: Suzuki Italia è riuscita a ottenere dagli stabilimenti giapponesi 7 mila Ignis per il 2017, mentre della Fiat se ne vendono oltre 130 mila unità all’anno. Se non altro la Ignis sarà molto più esclusiva e questo potrebbe anche farla diventare un’auto di tendenza.

Scheda tecnica alla mano, le due vetture sono quasi sovrapponibili, visto che hanno le stesse dimensioni, un’impostazione molto simile e, a parità di equipaggiamento, anche prezzi analoghi. La Suzuki ha una linea simpatica che ricorda le sue antenate degli Anni ’70, specialmente nella zona posteriore, e un’altezza da terra di 18 cm degna di un suv.

L’abitacolo ospita 4 persone, quindi sotto questo aspetto la Panda è in vantaggio perché può avere il quinto posto, seppure a richiesta. L’arredo interno è moderno, colorato, ben realizzato e anche molto ben attrezzato, dal momento che fin dalla versione d’ingresso sono di serie il touch screen tipo tablet, il climatizzatore, due poltroncine posteriori separate e scorrevoli per 16 cm e i sedili anteriori riscaldabili. E nell’allestimento base sono comprese perfino la telecamera posteriore e le ruote in lega.

C’è un unico motore disponibile: un 4 cilindri a benzina di 1,2 litri da 90 CV, disponibile però in configurazione normale o microibrida, vale a dire con l’aggiunta di un motore elettrico che aiuta quello termico nella fasi di partenza e di ripresa ma non è sufficiente a muovere da solo la vettura.

La Ignis può avere la trazione anteriore o integrale. In questo secondo caso si tratta di un sistema automatico che attiva le ruote posteriori quando serve grazie a un giunto idraulico e non comporta interventi da parte del conducente. E qui c’è un altro piccolo vantaggio per la Panda 4×4 che, per affrontare le situazioni più ostiche, offre il differenziale posteriore bloccabile.

Su strada la Ignis ha un temperamento abbastanza brillante, che emerge soprattutto quando si sfrutta il motore ai regimi alti. Ed è un genere di utilizzo al quale la piccola giapponese non si sottrae affatto. È silenziosa dal punto di vista meccanico e confortevole quando si viaggia su strade ben tenute, mentre sullo sconnesso le sospensioni – specie quelle posteriori – si rivelano un po’ rigide. Ma è il prezzo che bisogna pagare per avere un rollio contenuto pur con un’altezza da terra così elevata. La versione microibrida non ha prestazioni sostanzialmente diverse e, più che altro, si nota una migliore fluidità ai bassi regimi, però secondo la Suzuki i vantaggi si ravvisano nel consumo reale che dovrebbe essere inferiore del 10/13%.

La Ignis è già ordinabile ma il “porte aperte” ufficiale è in programma nel weekend del 21/22 gennaio. I prezzi ufficiali partono da 14.050 euro per la 4×2 e da 17.300 euro per la 4×4, ma fino a fine gennaio è previsto per tutte le varianti uno sconto di 2.100 euro.

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