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Toyota RAV4, la prova della versione restyling. Ibrida e “ingentilita”

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La RAV4 è stata una delle prime a credere alla formula dei SUV compatti, almeno in Europa, e per qualche anno ne è stata la numero uno indiscussa. Poi è iniziato un lento declino che l’ha portata, nel 2015 in Italia, al di fuori della top ten delle vendite sia fra le crossover, sia fra le fuoristrada. Le sue quote di mercato sono state infatti erose, da un lato, da Nissan Qashqai e rivali – più compatte e dotate di motori più piccoli e dai costi di gestione più contenuti – e dalle alternative premium nella fascia alta: Audi Q5 e BMW X3 su tutte.

Ecco dunque un restyling pesante, che oltre al design, ora ammorbidito specie nella parte anteriore, interessa anche l’abitacolo: variano per esempio l’infotainment – ora Toyota Touch 2 con schermo da 7″ – e l’illuminazione che diventa blu, come ogni ibrida del marchio giapponese. Il sistema è molto facile da usare ma, come con tutti i touchscreen, ci si trova obbligati a distogliere per un attimo lo sguardo dalla strada, per selezionare una funzione. In Giappone hanno lavorato anche sui rivestimenti della plancia, la cui qualità è buona, seppur non eccelsa. Rivista anche la strumentazione, arricchita del nuovo display TFT da 4,2″ a colori posizionato fra tachimetro e contagiri. Infine, le modifiche non hanno risparmiato la consolle centrale, ridisegnata per ricavare nuovi spazi portaoggetti. In termini di abitabilità, la Toyota RAV4 si conferma al top: a bordo si viaggia comodi anche in cinque con abbondanza di spazio in larghezza, in altezza e per i piedi, grazie al pavimento completamente piatto.

Un’evoluzione importante si registra anche nel comparto degli ausilii alla guida: il Pedestrian Detection rileva i pedoni; l’Adaptive Cruise Control tiene in automatico la distanza di sicurezza; il Pre-Collision System aiuta a evitare le collisioni o ne riduce comunque le conseguenze; il Lane Departure Alert avvisa sull’eventuale scavalcamento involontario di corsia; l’Automatic High Beam attiva automaticamanete gli abbaglianti. Il tutto, insieme al Road Sign Assist (capace di riconoscere la segnaletica stradale e di riportarla nella strumentazione) è venduto in pacchetto a 1.200 euro (1.600 per la versione Active). Non manca il Panoramic View Monitor, che grazie a 4 telecamere connesse fra loro permette di visualizzare una panoramica a 360° dell’area che circonda la vettura.

Una volta al volante, alla brillantezza di risposta al pedale del gas fa da contraltare un feeling di guida piuttosto scarso. Altre crossover della concorrenza – ma anche la stessa Toyota RAV4 turbodiesel – offrono una sintonia maggiore con il telaio nella sua globalità. Fra volante e ruote anteriori della RAV4 Hybrid c’è poca comunicazione, così come accade al pedale del freno, poco modulabile per via dell’interazione tra la rigenerazione di energia e l’impianto frenante in senso stretto. Buono invece il comfort, sia a livello di assorbimento delle sospensioni sia in termini di isolamento acustico.

Capitolo prezzi: si parte dai 28.950 euro della Toyota RAV4 2.0 turbodiesel Active e dai 33.550 della Hybrid Active, che scendono rispettivamente a 25.500 euro e 28.900 euro in fase di lancio. La vettura sarà visibile e ordinabile nelle concessionarie dal 23-24 gennaio. Su tutti gli allestimenti, di serie ci sono, fra gli altri: sistema di apertura/chiusura portiere e avviamento motore senza bisogno di estrarre la chiave dalla tasca, portellone elettrico, specchietti ripiegabili elettricamente, fari bi-led (ma solo per la Hybrid) e infotainment Toyota Touch 2 con schermo da 7″ e display TFT a colori al centro della strumentazione. La Style si arricchisce dei fari bi-led anche per la diesel, dei vetri posteriori oscurati e dei sedili con inserti in pelle scamosciata. La più ricca Lounge aggiunge i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, i sedili in pelle e il navigatore satellitare. Accessorio, quest’ultimo, presente anche sulla Business insieme al ruotino di scorta.

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