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Discriminazioni e “cupola”, BMW in difesa negli USA ed in Europa

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Discriminazioni e “cupola”, Bmw in difesa negli USA ed in Europa

Tempi duri per Bmw, negli Stati Uniti ed in Europa malgrado i risultati di vendita sempre lusinghieri. Oltreoceano il reverendo Jesse Jackson ha accusato la casa bavarese di discriminazione. L’attivista dei diritti umani ha addirittura sollecitato un boicottaggio nei confronti di Bmw.

Le accuse del reverendo Jesse Jackson

La ragione è la scarsa “multiculturalità” della rete di vendita negli Stati Uniti. Degli oltre 360 concessionari americani della casa dell’Elica, appena 7 sono gestiti da imprenditori afroamericani, 5 da ispanoamericani e soltanto uno ha origini asiatiche. La replica del costruttore premium tedesco non si è fatta attendere. Bmw ha rivendicato un impegno pluridecennale sul fronte delle diversità: “Lo si rileva dai nostri addetti, dai nostri fornitori e dai nostri rivenditori”. Già in passato, in particolare con il marchio Mini, il gruppo bavarese era stato accusato di discriminazioni, con casi di razzismo e sessimo.

Indagine preliminare UE e perquisizioni in Bmw

In Europa, Bmw rischia di essere il capro espiatorio della sospetta cupola tedesca dell’auto, un caso sollevato da un’inchiesta di Der Spiegel. La Commissione ha avviato una indagine preliminare sul caso e di sarebbero già state le prime perquisizioni presso gli uffici della casa dell’Elica. Stando alle indiscrezioni giornalistiche, Daimler sarebbe stata la prima ad autodenunciarsi all’Antitrust. Lo stesso avrebbe fatto anche Volkswagen a nome di tutti i brand del gruppo. Entrambi i colossi erano già stati coinvolti con Mercedes Trucks, Scania e MAN nel cartello dei Tir. MAN aveva evitato ogni sanzione poiché aveva dato il via all’inchiesta, mentre Mercedes aveva rimediato la multa più alta, oltre un milione di euro. Scania aveva respinto le accuse di accordi sottobanco e rifiutato il patteggiamento. Recentemente era stata condannata a pagare un’ammenda di 880 milioni: il costruttore svedese aveva annunciato ricorso.

Markus Dueseman e quella “strana sensazione”

Il numero uno degli acquisti di Bmw, Markus Duesemann, non ha nascosto la propria irritazione in un’intervista all’edizione domenicale della Frankfurter Allgemeine Zeitung. “È una sensazione strana – ha dichiarato il manager – quella di aver dialogato con i rivali su possibili collaborazioni mentre i loro legali stavano già denunciando le future cooperazioni alle autorità sulla concorrenza”. Adesso resta da capire se oltre a quella preliminare ci sarà anche una indagine formale.

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