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Innovazione, elettrificazione e automazione: i nemici dell’occupazione?

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Innovazione, elettrificazione e automazione: i nemici dell’occupazione?

Il progresso non è amico dell’occupazione: gli addetti dell’automotive hanno già sofferto (e soffrono) l’automazione e potrebbero patire anche l’elettrificazione. Senza contare l’ingordigia degli investitori: il reddito da lavoro è tassato ovunque più di quello da capitale. In Corea del Sud e nella repubblica Ceca i sindacati di Hyundai e Kia e Skoda hanno ingaggiato battaglie dure a difesa dei posti di lavoro cercando di limitare l’uso delle macchine.

Autisti e taxisti potrebbero fare a fine dei cocchieri

Ma la sfida sembra essere anacronistica. Se non altro perché le stesse auto potranno fare a meno dei conducenti i futuro. Significa che anche professioni come quelle dell’autista e dal taxista (come i quella del cocchiere) rischiano di entrare a far parte dei libri di storia. I costruttori si sono schierati contro i limiti troppo restrittivi che l’Unione Europea vuole fissare sulle emissioni di auto e veicoli commerciali e industriali. Hanno minacciato la soppressione di migliaia di posti di lavoro. Herbert Diess, Ceo del gruppo Volkswagen, aveva parlato di un potenziale rischio occupazionale per il 25% degli addetti della società.

Occupazione sotto osservazione con l’elettrificazione

In realtà, almeno stando ad alcuni studi, la svolta elettrica inciderà negativamente sull’occupazione del comparto sortendo gli stessi effetti. La ragione è semplice: il processo produttivo di un veicolo elettrico è più “semplice” richiede meno passaggi. E necessita di meno componenti, a cominciare da trasmissione e frizione. La PA Consulting ha stimato che l’elettrificazione potrebbe mettere a rischio 267.000 posti di lavoro in Europa (su 3,4 milioni di addetti citati dall’ACEA, l’associazione che rappresenta e case che operano nel Vecchio Continente) presso i 16 maggiori costruttori. Altri 141.000 dovrebbero frequentare dei corsi di aggiornamento.

Un miliardo per investire nello sviluppo delle batterie

I più esposti sarebbero i dipendenti del gruppo Volkswagen: in 88.000 non dormirebbero sonni tranquilli. Con 840.000 addetti, la Germania sarebbe anche il paese che rischierebbe di perdere più occupati, anche se il governo sembra disposto ad incentivare una conversione. Ad esempio con un miliardo promesso dal ministro federale dell’economia Peter Altmaier per sostenere gli investimenti per la produzione di batterie. Su richiesta del sindacato dei metalmeccanici IG Metall, anche l’istituto Fraunhofer ha analizzato le possibili ripercussioni dell’elettrificazione.

Nella sola Germania a rischio 110.000 addetti su 840.000

Ed è giunto alla conclusione che nel paese sarebbero a rischio 110.000 occupati. Ma solo con una quota di mercato elettrica dell’80% entro il 2030. Con quella più ragionevole del 25%, la perdita sarebbe di 76.000 posti, comunque di poco inferiore al 10%. In Italia quello dell’elettrificazione non è un tema all’ordine del giorno. Ma una eventuale diffusione di massa dei veicoli a zero emissioni metterebbe ancora più in crisi il sistema produttivo.

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