Home»Y+»FCA lascerà gradualmente il segmento A. I clienti attendono alternative

FCA lascerà gradualmente il segmento A. I clienti attendono alternative

0
Condivisi
Pinterest Google+

FCA lascerà gradualmente il segmento A. I clienti attendono alternative

Le auto vecchie sono un problema tutto italiano e riguardano anche FCA: il costruttore “nazionale” ha infatti la gamma di modelli più anziana. Mike Manley, l’attuale Ceo del gruppo che sta trattando la fusione paritetica con PSA, lo ha ammesso in un incontro con gli analisti i cui contenuti sono stati riportati da Automotive News. Non solo: i volumi di FCA dipendono in larga parte del segmento delle “piccole” (A in Italia), quello con i margini più ridotti.

Manley vuole “spingere” gli automobilisti verso il segmento B

L’obiettivo annunciato dal manager è quello di indurre i suoi clienti a spostarsi verso le sub compatte (B). Ma il problema restano gli equilibri tra dimensioni, prestazioni ed emissioni. Perché senza piattaforme alternative in grado di far rientrare la gamma nelle gabbie europee sui gas di scaricato, il gruppo non sarà in grado di stare sul mercato. L’adeguamento nel segmento A comporta una maggior erosione dei margini. “In un futuro molto vicino – ha dichiarato Manley – ci concentreremo nel segmento con volumi più alti e con profitti più elevati”.

La Fiat 500 a tre porte ha 12 anni, l’attuale generazione della Panda 7

“Questo significherà un progressivo allontanamento del segmento delle minicar“, ha precisato. La Fiat 500 a tre porte ha ormai 12 anni, mentre l’attuale generazione della Panda ne ha 7. Le vendite della prima sono scivolati in Europa del 9% nel primo semestre, quella della seconda sono aumentate del 15% nello stesso periodo. Il futuro delle piccole è legato alla loro “compatibilità” con le norme sulle emissioni, visto che vengono usate soprattutto in ambito metropolitano, quello più interessato alle limitazioni.

FCA come Opel e Ford, ma ancora senza vere alternative nel segmento B

Manley non si è sbilanciato sulle possibili eredi dei due modelli, mentre molti suoi clienti sono ancora orfani della Punto. E la Lancia Ypsilon rappresenta un’opzione (molto femminile) solo in Italia. La possibile fusione con PSA apre nuovi scenari, visto che il gruppo transalpino dispone di architetture “alternative”. Per abbandonare progressivamente il segmento A, FCA deve offrire modelli diversi, magari perfino nuovi, agli automobilisti. Il gruppo italo americano seguirebbe la strada di Opel e Ford, che hanno rinunciato alle Karl, Adam e Ka+, ma che hanno anche già un modello “forte” nel segmento superiore come la Corsa e la Fiesta.

 

Articoli precedente

Peugeot 208, benzina, diesel o elettrica: basta chiedere

Articolo successivo

Alla Jeep Wrangler il premio SEMA "4x4 of the Year", è il decimo di fila