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Formula E in Arabia Saudita: riparte senza cambio auto, ma con molti soldi

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Formula E in Arabia Saudita: riparte senza cambio auto, ma con molti soldi

Con un accordo (pare) da 260 milioni di dollari l’Arabia Saudita si è garantita 10 anni come paese ospitante della Formula E, il campionato mondiale riservato alle monoposto elettriche. La quinta stagione, la prima senza cambio macchina, scatta domani, sabato, con l’ePrix di Ad Diriyah, nei pressi della capitale Riad. Le autorità locali si aspettano non meno di 40.00 visitatori e non hanno caso a chi possiede i biglietti per l’evento i visti vengono rilasciati con procedure accelerate.

Cambia il motorsport, cambia anche l’Arabia Saudita “casa della Formula E”?

La Formula E è la competizione che ha cambiato il motorsport, ma non è ancora chiaro se cambierà anche il Regno che naviga sull’oro nero. Che a fine giugno ed a 35 anni dalla sua introduzione ha cancellato la norma che impediva alle donne di guidare. Secondo Alejandro Agag, numero uno del campionato, l’Arabia Saudita è “la nuova casa della Formula E”. Di più: “Si sta sviluppando nella giusta direzione e sta compiendo passo importanti”. Ma sui diritti umani, sull’impegno nel conflitto nello Yemen e sull’uccisione del giornalista “contro” Jamal Khashoggi nel proprio consolato di Istanbul ci sono forti dubbi. Certo, non è il caso di fare troppo i moralisti, perché sulle politiche di molti paesi, non ultimi Stati Uniti e Cina (entrambe nazioni nelle quali fa tappa la Formula E), ci sarebbero osservazioni da fare.

Debuttano ufficialmente Bmw e Nissan. E la HWA anticipa l’esordio di Mercedes

Ma la Formula E intende promuovere una nuova civiltà nella mobilità, a zero emissioni appunto. Tanto che le gare si disputano nei centri delle città, anche se non a Città del Messico, dove si corre in un circuito. Il campionato full electric sta assumendo sempre più importanza, anche per volontà delle case. E non caso, malgrado il seguito sia di gran lunga inferiore alla Formula 1, tutti ne parlano. Da quest’anno Nissan subentra alla Renault nell’ambito della staffetta interna all’Alleanza, Bmw debutta come costruttore a fianco del team Andretti e la tedesca HWA, la scuderia emanazione della AMG, anticipa di una stagione l’esordio della Mercedes. Con il sesto campionato arriva anche la Porsche. Per la prima volta sabato in pista ci saranno 22 piloti, due in più rispetto al passato e due in meno rispetto al massimo previsto.

Felipe Massa e Pascal Wehrlein i nuovi “acquisti” dalla Formula 1

La monegasca Venturi ha ingaggiato nientemeno che Felipe Massa, mentre la Mahindra ha messo sotto contratto Pascal Wehrlein, entrambi provenienti dalla Formula 1. Il tedesco, in realtà, potrà competere solo da gennaio, ma poco importa. Molti dei piloti della Formula E hanno maturato esperienze più o meno importanti nel circuito più famoso al mondo. Che adesso non sempre più essere un ripiego. A cominciare dalla gara araba gli ePrix dureranno 45 minuti più un giro e grazie alla nuova batteria da 54 kWh i piloti finiranno al volante della stessa monoposto con la quale hanno cominciato. Jean Eric Vergne (DS Techeetah) e Audi Sport ABT Schaeffler sono i campioni in carica. A livello individuale, nessuno è mai riuscito a bissare un titolo: prima del francese lo avevano vinto Lucas di Grassi, Sébastien Buemi e Nelson Piquet jr.

Italia senza piloti, ma con l’ePrix di Roma e la Geox come sponsor della Dragon Racing

La casa dei Quattro Anelli è subentrata alla Renault e.Dams che si era assicurata i primi tre allori. Per compiacere alle autorità arabe e supportare la svolta “rosa”, domenica si terrà anche una sessione di test nella quale saranno impegnate 9 donne. “The show must go on”: e 260 milioni di dollari sono un bello spettacolo per chi fa i conti. Del resto anche gli sponsor si moltiplicano, tipo l’italiana Geox, che supporta la Dragon Racing. Ma di piloti “azzurri” non se ne parla: Luca Filippi è stato “scaricato” al termine della passata stagione. Gli appassionati italiani della specialità (vedremo i dati di ascolto delle dirette su Italia 1) dovranno accontentarsi dei piloti con doppio passaporto, anche italiano, come di Grassi, come José Maria Lopez o come Edoardo Mortara. Oppure dovranno celebrare il ritorno della Formula E a Roma, prima tappa europea della nuova stagione.

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