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Freni moto, tecnologia e innovazione Made in Italy

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I freni della moto sono uno dei componenti più importanti nel proprio veicolo, un elemento indispensabile sia per i piloti professionisti che per chi guida quotidianamente in città. Lo sviluppo di moto sempre più performanti ha visto procedere di pari passo l’ideazione di sistemi frenanti efficienti e sicuri per la guida.

Pochi sanno che il nostro Paese ha avuto un ruolo centrale nell’evoluzione di questo componente, portando sul mercato innovazioni importanti che hanno fatto scuola. Molti dei sistemi oggi in uso dalle grandi case internazionali hanno infatti origine nell’industria motociclistica dello Stivale. Ma andiamo con ordine.

L’evoluzione dei freni moto

I primissimi modelli di motocicletta, progettati e commercializzati alla fine del XIX secolo, non erano forniti di un vero e proprio sistema frenante: si trattava infatti di semplici biciclette con motore, sulle quali il guidatore poteva rallentare con l’ausilio delle gambe. I primi meccanismi che permettevano effettivamente di bloccare la moto o diminuire la velocità erano molto simili a quelli di una bicicletta.

La popolarità crescente di questo tipo di veicoli, la nascita delle prime competizione e il miglioramento delle prestazioni portò al superamento del singolo ceppo sulla ruota anteriore e del freno a tamburo utilizzato e migliorato fino agli anni ‘60. E in questo periodo che entra in gioco il nostro Paese. Le case motociclistiche italiane introducono infatti il primo scooter fornito di freni a disco su ruota anteriore.

Sebbene questo sistema fosse già conosciuto, l’utilizzo da parte della Innocenti sulla storica Lambretta avrebbe rivoluzionato gli standard prestazionali e di sicurezza dei ciclomotori. Il modello a tamburo, meno modulabile di quello a disco, appariva ora obsoleto. All’introduzione nel mondo delle corse e delle competizioni, segui l’ingresso nel mondo dei veicoli per la guida su strada.

La popolarità dei freni a disco

Qual è al momento lo stato dell’arte? Il predominio dei freni a disco iniziato con la Lambretta continua ancora oggi. Il mercato propone comunque diverse migliorie che hanno potenziato ulteriormente questo meccanismo, considerato oggi il più efficiente sia in contesti competitivi che urbani e amatoriali. Tra i marchi più importanti e popolari figurano ancora grandi nomi del Made in Italy, come anche evidenziato dai commenti del rivenditore online Motogm che cita la ricca gamma dei prodotti della storica Brembo, conosciuta sia per quanto riguarda i freni che le pompe radiali. Molte delle ultime innovazioni riguardano le prestazioni delle pastiglie, che devono sopportare temperature spesso molto alte, con i dischi che raggiungono anche i 500°C. L’elemento che esercita l’attrito può essere realizzato in materiali organici o sinterizzati.

La resistenza e la presa non sono le uniche caratteristiche che fanno la differenza: è infatti importante che l’attrito non usuri eccessivamente il disco, e che la frenata risulti stabile e modulabile. Motivo per cui tra i freni oggi disponibili compaiono modelli con pastiglie di diverso tipo, da quelle sinterizzate fino alle carbon ceramic per uso pista (qui alcuni esempi delle novità nel campo dei freni per la due ruote). Fondamentale, per un buon controllo del mezzo in fase di rallentamento, è anche la qualità della leva, con gli ultimi modelli dal design e dalla superficie pensata per migliorare il grip della mano.

Scelta dei materiali, design intelligente e ricerca di soluzioni ottimali per la guida su strada e pista hanno quindi influenzato lo sviluppo e l’evoluzione di quello che è uno dei ricambi centrali del veicolo. Una lunga storia di innovazione e ricerca all’interno della quale il nostro Paese ha giocato un ruolo importante, seppur troppo spesso dimenticato.

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