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La strategia di Hackett per Ford: più risorse per suv, pick-up ed elettriche

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La “rivoluzione” di Ford del visionario nuovo Ceo Jim Hackett è meno visionario di quanto ci si aspettava dall’uomo che ha fatto carriera con i mobili. L’Ovale Blu vuole ridurre i costi puntando sull’elettrico, ma dirottando le risorse dalle auto più piccole ai modelli più grandi suv ed ai pick-up. Uno specifico piano in sei punti è stato presentato agli analisti.

Prima ricetta: tagli per 14 miliardi di dollari

Nei prossimi 5 anni, il manager che la famiglia Ford ha voluto al posto di Mark Fields intende tagliare le spese per un totale di circa 12 miliardi di euro. Si tratta di 14 miliardi di dollari suddivisi fra materiali e componenti (10 miliardi) e sviluppo (4 miliardi). Un lavoro faraonico che la dice lunga su come l’Ovale Blu e gli altri costruttori intendano la mobilità del futuro. Un sistema con minori emissioni, ma anche con molti meno occupati. Le persone avranno più tempo anche perché saranno senza lavoro. La stessa Toyota ha annunciato la propria strategia sulla guida autonoma e con Gill Pratt, Ceo del Toyota Research Institute, ha ricordato come in futuro i costi per miglio potranno venire ridotti del 50%. Soprattutto perché al volante non ci saranno più gli autisti.

Seconda ricetta: Focus per il Nord America prodotta in Cina

La strategia è semplice: dirottare le risorse verso quei modelli che fanno guadagnare. Oppure spendere meno per quei modelli per i quali è necessario incrementare i margini. La prossima generazione della Ford Focus per il Nord America, ad esempio, potrebbe venire fabbricata in Cina. Sotto la guida di Hackett, l’Ovale Blu cambierà la propria offerta e 7 miliardi di dollari di investimenti verranno impiegati diversamente. Dovevano servire per lo sviluppo di auto “piccole”, mentre andranno a sostenere lo sviluppo di suv e pick-up. La gamma verrà arricchita con 13 nuovi modelli elettrificati con il 2020, comprese le varianti ibride della Serie F e della Mustang, oltre ad un piccolo (per gli USA) suv a zero emissioni.

Terza ricetta: la razionalizzaione della gamma di Ford

All’elettromobilità, oltre ai già previsti 4,5 miliardi verrà destinato un terzo dei fondi già previsti per l’aggiornamento dei motori termici. L’obiettivo è quello di preparare Ford al domani, abbandonando posizioni a quanto pare troppo “tradizionali”. Resta da chiedersi come si possano conciliare la strategia a zero emissioni con fuoristrada sempre imponenti, per i quali in molte metropoli potrebbe perfino non esserci più spazio. Inevitabilmente connesse, le Ford del domani saranno anche più razionali. Come Volkswagen, che era intervenuta per snellire i listini, così l’Ovale Blu punta a sforbiciare l’offerta. Delle attuali 35.000 configurazioni della Ford Fusion sono destinate a restarne meno di 100. E la prossima Escape non ne avrà più oltre 2.300, ma poco meno di 230.

 

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