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Auto plug-in (PHEV), uno studio svela i dati reali della percorrenza elettrica

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Nel ciclo reale, le auto plug-in (PHEV) viaggiano molto meno di quanto stimato in modalità elettrica: lo rivela uno studio dell’International Council on Clean Transportation (ICCT), che ha avuto un ruolo determinante nel dieselgate, e dell’istituto Fraunhofer tedesco (ISI). Le vetture ricaricabili alimentate da un motore termico dovrebbero rappresentare un’alternativa sostenibile e flessibile per la mobilità.

I privati percorrono il 37% in elettrico anziché il 69% omologato

Oltre alla generosa autonomia legata al propulsore a benzina (qualche costruttore, come Mercedes, offre anche l’opzione a gasolio) c’è quella, più limitata, elettrica. A zero emissioni, le plug-in possono generalmente percorrere almeno 50 chilometri: i modelli più virtuosi superano i 90. Solo che, come rivela lo studio, anziché totalizzare il 69% in elettrico stimato nel ciclo di omologazione, nella realtà arrivano solo al 37%. E questo nell’utilizzo dei privati. In quello relativo al segmento delle flotte è del 20% anziché 63%. I numeri ufficializzati dall’ICCT e dall’ISI sono frutto dell’analisi sulle percorrenze di circa 104.000 veicoli.

Negli USA ed in Norvegia gli automobilisti più virtuosi

Insomma: sono dati reali. Significa che i consumi omologati, quasi sempre compresi tra 1 e 2 litri per 100 chilometri, non sono corrispondenti alla realtà. Questo perché chi guida queste auto non sfrutta le loro potenzialità a zero emissioni. I paesi che si avvicinano maggiormente alla “vocazione elettrica” delle auto plug-in sono gli Stati Uniti e la Norvegia. In queste due nazioni i privati raggiungono il 54 ed il 53% dell’utilizzo a zero emissioni. In Cina si fermano al 26%. E in Germania, dove peraltro il campione di analisi è decisamente più ridotto, nelle flotte raggiunge appena il 18%. Le ricariche confermano lo scarso impiego nella modalità meno inquinante.

Necessaria una valutazione sugli incentivi alle auto plug-in

La quota di chilometri elettrici dei veicoli PHEV vale tra il 15% ed il 55% in meno di emissioni di CO2 allo scarico rispetto alle auto convenzionali: “Questo dato è molto inferiore al previsto dai valori di omologazione“, sintetizza una nota che accompagna lo studio. Le plug-in beneficiano di incentivi importanti perché consentono un potenziale abbattimento delle emissioni. Ma se il modo in cui vengono impiegate non raggiunge gli obiettivi fissati c’è da chiederei se l’investimento pubblico non vada rimodulato. Altrimenti andrebbe individuato un sistema per far viaggiare le plug-in a zero emissioni almeno nelle zone dove la circolazione è limitata per ragioni ambientali.

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