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Hyundai Kona: l’altra coreana che vuole sbancare il segmento B-suv

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Si fa presto a dire “sorelle”. In realtà la Hyundai Kona e la Kia Stonic, sebbene abbiano dimensioni quasi identiche (4,16 metri per la prima, contro 4,14 della seconda) e provengano dallo stesso gruppo automobilistico, non sono affatto la “stessa” auto.

DEBUTTA A NOVEMBRE

La Kona, che debutterà nelle concessionarie nel weekend del 10/11 novembre, quindi a neanche a un mese di distanza dal “porte aperte” dedicato alla Stonic, in barba al concetto di economia di scala, nasce su una piattaforma completamente nuova (mentre quella della Stonic proviene dalla Rio) predisposta per ospitare anche la trazione integrale ma, soprattutto, per la trazione elettrica.

NOME DA “DURA”

Il nome Kona è ripreso dalla località Hawaiana dove si tengono i campionati mondiali di Ironman (cioé la variante più estrema del triathlon) e, in effetti, la vettura si propone più come suv vero, piuttosto che come un “urban crossover” come la Stonic. Tanto è vero che la linea è resa più aggressiva e personale proprio dalle protezioni fuoristradistiche della carrozzeria, oltre che dai proiettori sottili a effetto “trompe-l’oeil”: in realtà si tratta solo di luci diurne, mentre i veri fari di profondità sono più in basso, dove normalmente vengono montati i fendinebbia. È un espediente stilistico lanciato dalla Citroën, ma il risultato è assicurato.

HA ANCHE L’HEAD-UP DISPLAY

All’interno la Kona è meno estroversa rispetto all’esterno, nonostante il tocco di vivacità dato dai profili delle bocchette, del tunnel e dei sedili che riprendono il colore esterno. E poi c’è il tributo alla moda del display “galleggiante” che può arrivare a 8 pollici se si sceglie la versione più completa del sistema di infotainment. Poi, chi vuole strafare, può chiedere anche l’head-up display, il sistema audio premium Krell a 8 canali da 360 Watt e i sedili anteriori elettrici, riscaldabili e ventilati. I sistemi di ausilio alla guida sono quelli che ci si aspetta su un B-suv di gamma alta (mantenimento della corsia, rilevamento della stanchezza del conducente, dispositivi anticollisione e di sorveglianza del traffico posteriore e via di questo passo). Non mancano i protocolli Apple CarPlay e Android Auto, ma non è previsto il cruise control attivo.
In quattro adulti si viaggia bene, ma anche in cinque la situazione non è affatto male, e il bagagliaio ha una capacità discreta e leggermente superiore a quella della Stonic: da 361 a 1.143 litri. Il livello qualitativo dei materiali è al vertice della categoria e anche il montaggio è accurato.

 

SI COMINCIA CON I BENZINA

La gamma iniziale della Kona prevede solo motori a benzina, entrambi sovralimentati e con iniezione diretta: 1.000 da 120 Cv a tre cilindri e 1.600 da 177 CV a quattro cilindri. Nel corso dell’anno prossimo, però arriveranno i 1.600 turbodiesel da 115 e 136 CV e la Kona elettrica, per la quale Hyundai accenna a un’autonomia di circa 500 km.

“MILLE” DA CONQUISTA

Quindi, in attesa delle proposte a gasolio, il piccolo tre cilindri farà la parte del leone sul mercato italiano. Si tratta del medesimo motore montato sulla Stonic, con la differenza che sulla Kona ha a che fare con un centinaio di kg in più: la brillantezza è un po’ attenuata, ma bisogna riconoscere che le prestazioni rimangono notevoli in rapporto alla cilindrata. E la tipica sonorità metallica dei tre cilindri resta molto ovattata, per lo meno fino ai 3.500 giri. Poi qualcosa trapela, ma in modo molto discreto. Insomma: per essere l’entry level della famiglia, è un motore insolitamente sofisticato ed efficace. Il 1.600 a benzina non ha un temperamento sportivo a tutti gli effetti, ma permette prestazioni notevoli in assoluto relax, grazie anche al fatto di essere abbinato di serie al cambio automatico a doppia frizione con 7 rapporti.

FUORISTRADA PER DAVVERO

Rispetto alla Stonic l’assetto della Kona è più incline al confort e lo sterzo è un po’ meno diretto e il risultato è un temperamento più rilassante e in linea con quello che la clientela si attende da un suv. La trazione integrale, combinata con il bloccaggio del differenziale posteriore e il sistema di gestione automatica delle velocità in discesa, è però una prerogativa solo del 1.600 a benzina (più avanti lo sarà anche del turbodiesel più potente) e fa della Hyundai Kona un’auto con la quale ci si può effettivamente spingere a qualche divagazione fuoristradistica.

SCONTATA PER COMINCIARE

Il listino ufficiale della Kona parte dai 18.450 euro della 1.0 T-GDI Classic per arrivare ai 30.650 euro della 1.6 GDI Style, ma fino a dicembre, cioè fino a quando si esaurirà l’ondata di arrivi sul mercato di B-suv nuovi, sarà in vigore una promozione di 3.500 euro su tutti i modelli. Per i diesel, che comunque sono già ordinabili, il ventaglio di prezzi va invece da 20.150 a 31.000 euro.

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